{"id":3210,"date":"2022-03-15T17:23:00","date_gmt":"2022-03-15T17:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kog.it\/2026\/terms-conditions\/"},"modified":"2026-01-07T13:13:25","modified_gmt":"2026-01-07T12:13:25","slug":"la-storia-del-kog","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/kog.it\/2027\/la-storia-del-kog\/","title":{"rendered":"La Storia del KOG"},"content":{"rendered":"<h3>Si parte&#8230;<\/h3>\n<p>Prima di intraprendere il racconto della nostra comunit\u00e0, \u00e8 giusto spendere due parole su di me. Questa non \u00e8 una semplice biografia, ma la mappa delle passioni che hanno tracciato la rotta del KOG. \u00c8 la storia di come un sogno personale pu\u00f2, guidato dalla strada, trasformarsi in un\u2019avventura collettiva.<\/p>\n<p>Mi chiamo Andrea Marucci, e la mia vita \u00e8 stata disegnata dal vento che scorre sul casco. Appartengo a una generazione per cui il sogno, a quattordici anni, <b>aveva due ruote, un motore e l\u2019odore dell\u2019asfalto bagnato<\/b>. Ero uno dei fortunati possessori del mitico <b>Fantic Caballero 50<\/b>, il primo compagno di quelle libert\u00e0 leggere e spensierate che solo una due tempi sapeva donare. Poi venne l\u2019<b>altrettanto leggendario Laverda 125<\/b>, artefice di mille avventure giovanili, con il suo raffreddamento a liquido a sembrare una tecnologia futuristica.<\/p>\n<p>Ma nel cuore, fin da allora, bruciava un\u2019immagine pi\u00f9 grande, nitida e potente: la <b>BMW R 100 RT<\/b>. Per me, non era solo una moto. Era il <b>simbolo stesso del viaggio<\/b>. Quei due cilindri contrapposti come sentinelle, quella carenatura possente e rassicurante che prometteva di sfidare ogni intemperia, parlavano di orizzonti lontani, di traversate, di autentico <b>mototurismo<\/b>. Ne ero innamorato ancora prima di metterci le mani sopra.<\/p>\n<p>Dopo una parentesi inevitabile senza moto, la chiamata del viaggio torn\u00f2, prepotente e chiara. La scelta, quasi un destino, cadde su una <b>BMW R850R<\/b>. Non fu un caso. Oltre al fascino del marchio, cercavo un patto di <b>affidabilit\u00e0 e prestazioni non da supersportiva<\/b>. Dopo aver provato la scatenata potenza di una CBR, avevo compreso una verit\u00e0 semplice: il mio viaggio non era una fuga, ma un\u2019esplorazione. Cercavo una compagna che non mi tentasse con l\u2019istinto della corsa, ma che mi invitasse a <i>guardare il panorama<\/i>, ad assaporare il percorso.<\/p>\n<p>Tempo dopo per\u00f2 mi resi conto che alla fedele 850 mancava qualcosa: la <b>protezione totale<\/b>, l\u2019abbraccio completo contro gli elementi che trasformano un semplice spostamento in un viaggio confortevole. Fu allora che, in concessionaria, si materializz\u00f2 il mio destino: una <b>BMW R 1150 RT di un blu profondo e intenso<\/b>. Finalmente, <i>il sogno di ragazzo prendeva forma concreta tra le mie mani<\/i>. Con quella moto, ho davvero compreso la filosofia del <b>viaggiare in moto<\/b>: la pace della cabina silenziosa, la sicurezza della protezione, il piacere di una strada che si srotola senza fretta.<\/p>\n<p>Pensavo di aver trovato la compagna definitiva. Ma la strada, si sa, riserva sempre sorprese.<\/p>\n<p>Nel 2001, BMW present\u00f2 al mondo quello che all\u2019epoca era l\u2019apice assoluto della tecnologia su due ruote: la <b>K1200LT<\/b>. Un\u2019<b>astronave<\/b>. Quando la vidi, capii che non si trattava di un semplice aggiornamento. Era un <b>salto dimensionale<\/b>, un nuovo concetto di viaggio. Mi innamorai della sua imponenza maestosa, della sua sontuosit\u00e0 tecnologica, di quella promessa di comfort e potenza assoluta. L\u2019entusiasmo per quell\u2019acquisto non fu solo gioia personale; fu il <b>carburante per un\u2019idea pi\u00f9 grande<\/b>.<\/p>\n<p>Nel maggio dello stesso anno, da quel fervore, nacque il <b>KOG<\/b>.<\/p>\n<p>Da quel giorno ne sono il Presidente. Guardando indietro ai traguardi conquistati insieme, ai volti, alle storie, ai chilometri condivisi, credo di aver guidato questa nave con dedizione e passione. Ma so, e lo sapete anche voi, che <b>la strada davanti a noi \u00e8 ancora lunga, ricca di curve inedite e di nuovi orizzonti da scoprire insieme<\/b>.<\/p>\n<p>Lo scopo di questo libro \u00e8 quindi <b>custodire e tramandare la nostra leggenda<\/b>. Racconter\u00f2 le tappe salienti che ci hanno forgiato, le sfide che abbiamo superato, le amicizie che sono nate. Perch\u00e9 il KOG, in fondo, \u00e8 il <b>gioco pi\u00f9 bello che abbia mai inventato<\/b>: un gioco serissimo, fatto di rispetto, condivisione e della gioia semplice di percorrere la strada in compagnia.<\/p>\n<p><b>A voi, soci di ieri, di oggi e di domani, dedico questa storia. Buon viaggio.<\/b><\/p>\n<h3>Le Radici di una Passione &#8211; Verso un Quarto di Secolo di Strada<\/h3>\n<p><b>Oltre un quarto di secolo di orizzonti condivisi. Questa \u00e8 la nostra storia.<\/b><\/p>\n<p>Il <b>KOG non \u00e8 nato per caso<\/b>. Non \u00e8 stato il frutto di un calcolo, ma il rombo di un&#8217;idea che chiedeva di essere condivisa. \u00c8 germogliato nel 2001 dalla semplice, potentissima intuizione che una passione raddoppia il suo valore quando viene moltiplicata per il numero di chi la vive. Mentre scrivo queste righe, ci prepariamo a celebrare un traguardo che poche comunit\u00e0 come la nostra possono vantare: <b>venticinque anni di strada<\/b>. Un quarto di secolo. Un&#8217;era.<\/p>\n<p>Venticinque anni non sono una semplice misura di tempo. Sono un <b>patrimonio collettivo stratificato<\/b>, una mappa di chilometri e ricordi che ogni socio ha contribuito a disegnare. Sono <b>scoperte<\/b> fatte ai bivi di strade sconosciute, <b>conoscenza<\/b> tramandata a fianco di un motore caldo durante una sosta, <b>incontri<\/b> che il destino ha trasformato in fratellanze saldate dall&#8217;asfalto, <b>esperienze<\/b> indelebili che formano l&#8217;anima stessa del nostro gruppo.<\/p>\n<p>Ma questo lungo cammino non \u00e8 stato una sola, lunga strada in discesa. Sono stati anche <b>sconvolgimenti<\/b> necessari, <b>evoluzioni<\/b> dettate dalla crescita, <b>cambiamenti<\/b> che ci hanno messo alla prova e hanno temprato il nostro spirito. E, perch\u00e9 no, anche qualche <b>litigio<\/b> a volte risolto dalla consapevolezza, pi\u00f9 forte di tutto, che la meta era comune. Perch\u00e9 una vera comunit\u00e0 non \u00e8 un&#8217;immagine patinata: \u00e8 viva, pulsante, a volte ruvida, sempre autentica. \u00c8 fatta di persone reali, non di statue.<\/p>\n<p>Molti mi chiedono: &#8220;<i>Andrea, come \u00e8 nato tutto questo? Com&#8217;\u00e8 iniziata questa avventura che oggi conta un quarto di secolo?<\/i>&#8220;. Le poche righe sparse sul web, i racconti frammentari, non bastano a raccontare un&#8217;epopea cos\u00ec lunga e ricca. Sono pi\u00f9 le ombre che la luce, pi\u00f9 i vuoti che i pieni. Per questo, in vista di questo storico traguardo, ho deciso di scrivere queste pagine: per <b>dare un corpo, un&#8217;anima e una voce alla nostra avventura<\/b>. Per ricostruire il percorso dalle prime intuizioni che <i>precedettero<\/i> la fondazione, fino agli ampi orizzonti che oggi percorriamo insieme, guardando gi\u00e0 ai prossimi venticinque.<\/p>\n<p>La mia storia in sella \u00e8 il primo, fondamentale mattone di questo edificio comune. \u00c8 iniziata con i ruggiti spensierati e liberatori di una 125, \u00e8 maturata nella ricerca dell&#8217;<b>affidabilit\u00e0 assoluta<\/b> rappresentata dalle BMW, ed \u00e8 esplosa nella definitiva scoperta del <b>vero mototurismo con la K1200LT<\/b>. Fu in quel momento, protetto dalla sua carenatura, che una verit\u00e0 divenne chiara e lampante: il viaggio pi\u00f9 bello, quello che davvero riempie il cuore, <b>\u00e8 quello che non si ha paura, anzi, si ha il desiderio impellente di condividere<\/b>.<\/p>\n<p>Fu da quella consapevolezza, nata non in un ufficio ma in sella, tra il vento e il rombo, che tutto ebbe inizio. Questo libro \u00e8 la cronaca di quell&#8217;inizio, di tutto ci\u00f2 che ne \u00e8 seguito, e della strada maestra che ancora ci attende. Non \u00e8 solo una storia. \u00c8 la nostra eredit\u00e0, il nostro mito, la bussola per il futuro.<\/p>\n<p><b>Benvenuti a bordo della nostra leggenda. La strada per i venticinque anni \u00e8 appena iniziata.<\/b><\/p>\n<h3>L&#8217;Astronave K1200LT<\/h3>\n<p>La fedele R1150RT mi aveva mostrato la via del vero mototurismo. Ma \u00e8 nel <b>2001 che la storia comp\u00ec una svolta epocale<\/b>, non solo per me, ma per ci\u00f2 che di l\u00ec a poco sarebbe nato.<\/p>\n<p>Nell&#8217;aprile di quell&#8217;anno, mentre sfogliavo riviste specializzate e visitavo concessionari con lo sguardo del cercatore, mi si par\u00f2 davanti una visione: la <b>BMW K1200LT<\/b>. Non era semplicemente un nuovo modello. Era una <b>dichiarazione d&#8217;intenti<\/b> della Casa bavarese, il faro pi\u00f9 luminoso per il mototurista che cercava l&#8217;assoluto. Protettiva, con un possente quattro cilindri, costruita come una fortezza su due ruote, era un concentrato di ogni comfort e tecnologia inimmaginabile per l&#8217;epoca.<\/p>\n<p>Ricordo ancora lo stupore di fronte a quelle innovazioni che sembravano magia: la <b>retromarcia<\/b>, la <b>radio integrata<\/b> con l&#8217;avveniristico caricatore a 6 CD, il <b>parabrezza elettrico<\/b> che modellava il vento con un semplice tocco. Erano soluzioni da automobile di lusso, traslate in un mondo che fino ad allora aveva fatto della spartanit\u00e0 un vanto. Era il futuro, ed era l\u00ec, disponibile.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che mi incaten\u00f2 il cuore, pi\u00f9 di ogni tecnologia, fu <b>la sua estetica<\/b>. Mi innamorai di lei solo guardandola, girandole attorno come attorno a una scultura. Linee eleganti e possenti, un&#8217;<b>imponenza maestosa<\/b> che non gridava aggressivit\u00e0, ma sicurezza. Era futuristica, bellissima. Ai miei occhi, non aveva difetti. <b>Era la moto che avevo sempre sognato, senza nemmeno saperlo<\/b>.<\/p>\n<p>Preso da quello che i puristi chiamano &#8220;la scimmia&#8221;, ma che io riconosco come il <b>richiamo di un destino<\/b>, decisi il grande passo. La mia leale R1150RT, che mi aveva guidato verso questa consapevolezza, lasci\u00f2 il posto a quell&#8217;astronave blu. Il richiamo del quattro cilindri e di quel concentrato di tecnologia era pi\u00f9 forte di ogni razionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, una volta compiuto l&#8217;acquisto, l&#8217;entusiasmo si scontr\u00f2 con un muro di silenzio. In cerca di informazioni, pareri, consigli di altri possessori, mi rivolsi alla nascente rete internet. E l\u00ec, trovai il <b>vuoto<\/b>.<\/p>\n<p>Un silenzio assordante. <b>Nessuna comunit\u00e0, nessun forum, nessuna voce italiana<\/b> parlava di questa meraviglia meccanica. Solo pochi, lontani echi da oltreoceano. Rimasi sbalordito. Com&#8217;era possibile che una passione cos\u00ec forte, per un mezzo cos\u00ec straordinario, non avesse generato nemmeno un luogo virtuale dove incontrarsi? La K1200LT era l&#8217;antagonista pi\u00f9 raffinata e meno appariscente della regina Goldwing, eppure sembrava un&#8217;isola deserta in un mare di informazioni.<\/p>\n<p>Avevo bisogno di quelle informazioni. La moto era un gigante buono: pesava moltissimo. Come si sarebbe comportata in curva? Sarei stato in grado di domarla? E il consumo? <b>Mille domande pratiche che, in un attimo, si sarebbero dissolte con una sola chiacchierata con un altro possessore<\/b>. Ma quell&#8217;altro possessore, in Italia, sembrava non esistere. O, se esisteva, era silente, solo come me.<\/p>\n<p>In quel vuoto digitale, in quel silenzio carico di domande, non nacquero solo dei dubbi. Nacque, lentamente, una certezza. E da quella certezza, presto, sarebbe scoccata la scintilla.<\/p>\n<p><b>Il vuoto stava chiamando a gran voce qualcuno che lo riempisse. E quella chiamata, risuonava proprio per me.<\/b><\/p>\n<h3>Dare un Nome al Desiderio, Costruire un gruppo<\/h3>\n<p>A chi, come me, aveva scelto la K1200LT, non interessavano i giri dell&#8217;isolato. Quella moto non era un giocattolo cittadino. Era una <b>nave per traversate<\/b>, concepita per divorare chilometri in un abbraccio di comfort, magari con la colonna sonora perfetta a fare da sottofondo al paesaggio. Il <b>viaggio era il fine<\/b>, non il mezzo. Poteva essere una fuga domenicale o un&#8217;epopea di quindici giorni a due, con i bauli carichi di storie da vivere.<\/p>\n<p>Frequentando amici con passioni diverse, avevo capito una verit\u00e0 fondamentale: <b>la moto che scegli \u00e8 lo specchio dell&#8217;anima del motociclista<\/b>. Lo sportivo cerca l&#8217;adrenalina della curva stretta, l&#8217;endurista la polvere del sentiero, il pilota della naked il brivido del vento puro. Il cavaliere della KLT? Cerca <b>l&#8217;Orizzonte<\/b>. Assapora ogni singolo miglio che lo separa dalla meta, protetto e sereno. Ama le curve, ma per la loro eleganza, non per la sfida. Non rifugge l&#8217;autostrada, perch\u00e9 sa che anche l\u00ec pu\u00f2 trovare il suo ritmo, ascoltare la sua musica, rilassarsi nella sua cabina di guida mentre fuori il mondo scorre veloce.<\/p>\n<p>Fu allora che la consapevolezza divenne chiara, urgente. Sarebbe stato bellissimo <b>incontrare altri cavalieri di questo stesso ideale<\/b>. Persone che, senza bisogno di spiegazioni, condividessero questa filosofia di viaggio. Immaginavo gi\u00e0 il piacere di organizzare un <b>corteo di quelle astronavi<\/b>, viaggiare insieme non per sfida, ma per amplificare la gioia della strada.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che le mie due grandi passioni \u2013 <b>le moto e il mondo digitale<\/b> \u2013 si fusero in un&#8217;unica, potente intuizione. Ero di fronte a un paradosso: possedevo una delle moto pi\u00f9 tecnologiche del pianeta, ma nel luogo pi\u00f9 tecnologico dell&#8217;epoca, internet, quella moto <b>non esisteva<\/b>. Non c&#8217;era traccia, non c&#8217;era voce, non c&#8217;era <i>luogo<\/i>.<\/p>\n<p>Fu in quel vuoto che scocc\u00f2 la scintilla.<\/p>\n<p><b>L&#8217;idea fu semplice e rivoluzionaria:<\/b> se un luogo non esiste, lo si crea. Avrei costruito <b>un sito web<\/b>. Non un semplice elenco di specifiche, ma un <b>rifugio<\/b>, un faro. Un posto dove raccogliere ogni frammento di informazione sulla K1200LT e metterlo a disposizione di tutti coloro che, come me, ne erano stregati o incuriositi. Ma, soprattutto, sarebbe stata la <b>piazza virtuale<\/b> dove i pochi, sparsi possessori di quella moto potevano finalmente incontrarsi, riconoscersi e da l\u00ec organizzare di incontrarsi per davvero, sull&#8217;asfalto.<\/p>\n<p>Sognavo in grande. Guardavo con ammirazione ai colossi come il <b>GWCI<\/b> o l&#8217;<b>HOG<\/b>, comunit\u00e0 solide nate attorno a un mito a due ruote. Volevo qualcosa di simile, ma <b>intimo, dedicato, focalizzato<\/b> sulla nostra &#8220;motona&#8221;. Ho sempre creduto che la condivisione potesse moltiplicare il valore di qualsiasi passione. Costruire lo strumento per farlo era una sfida che mi elettrizzava.<\/p>\n<p>Mi sembrava impossibile che nessuno, prima di me, avesse pensato a una cosa tanto ovvia. Eppure, il deserto digitale che avevo esplorato era la prova che quel passo nessuno l&#8217;aveva ancora compiuto. <b>Il destino, forse, aveva riservato quel compito a me.<\/b><\/p>\n<p>Non ci furono pi\u00f9 esitazioni. Presi quel vuoto come una chiamata e quella scintilla come una stella polare.<\/p>\n<p><b>Mi rimboccai le maniche e misi le mani sulla tastiera. Era il momento di costruire la prima casa del KOG.<\/b><\/p>\n<h3>I Primi Passi &#8211; I Pionieri del Sogno<\/h3>\n<p>Armato della mia nuova astronave e con l&#8217;entusiasmo di chi ha appena accesa una luce nel buio, mi misi al lavoro. Dopo aver preso confidenza con la K1200LT nell&#8217;uso quotidiano, la mia passione si tradusse in codice e pixel. In breve tempo, creai e misi online il <b>primo scheletro del sito KOG<\/b>. Era essenziale: poche informazioni tecniche, una presentazione della filosofia, un modo per contattarmi. Era poco, ma era <b>un segnale nel buio digitale, una bandiera piantata in terra di nessuno<\/b>.<\/p>\n<p>Era i primi di maggio del 2001. Il KOG, ufficialmente, esisteva.<\/p>\n<p>Il nome fu un omaggio e una dichiarazione di intenti. Presi ispirazione dall&#8217;<b>HOG (Harley Owners Group)<\/b>, perch\u00e9 quella dicitura &#8220;Owners Group&#8221; esprimeva esattamente ci\u00f2 che volevo: un gruppo di <i>proprietari<\/i>, di custodi, non semplicemente di appassionati. Per marcare ancora di pi\u00f9 l&#8217;identit\u00e0, ci misi la <b>&#8220;K&#8221;<\/b> della nostra amata K1200LT. Cos\u00ec nacque <b>KOG: K1200LT Owners&#8217; Group<\/b>. Un nome chiaro, una promessa.<\/p>\n<p><b>Non volevo un motoclub generico.<\/b> Di quelli ce n&#8217;erano gi\u00e0 a bizzeffe. Volevo qualcosa di <b>focalizzato, dedicato, quasi intimo<\/b>. Non mi interessava fare &#8220;numeri&#8221;. Mi interessava trovare quelle <b>poche, preziose persone<\/b> che condividessero la mia stessa filosofia di viaggio e, non secondario, la stessa incredibile moto. La qualit\u00e0 sulla quantit\u00e0, fin dal primo giorno.<\/p>\n<p>Messo online il faro, usai ogni strumento a mia disposizione per diffondere il segnale. E poi&#8230; aspettai. Con la fiducia incrollabile di non poter essere l&#8217;unico in Italia con quella moto. Non potevo sapere quanti fossimo, ma sapevo che dovevamo essere. Per timore che l&#8217;idea potesse essere &#8220;rubata&#8221;, mi mossi con discrezione, ma non con inazione. Sfruttai anche una conoscenza familiare, un giornalista del <i>Gazzettino di Venezia<\/i>, per far pubblicare un piccolo trafiletto che annunciasse la nascita del gruppo. <b>Ogni strumento era buono per rompere il silenzio iniziale.<\/b><\/p>\n<p>All&#8217;inizio, per dare un senso di comunit\u00e0 e &#8220;fare numero&#8221;, accettai iscrizioni anche da chi aveva moto diverse. Ma fu una deviazione breve. Compresi subito che avrebbe disperso l&#8217;identit\u00e0 del gruppo. <b>Dovevamo essere puri nel nostro intento, coerenti con il sogno originale.<\/b><\/p>\n<p>Poi, dopo qualche settimana di attesa carica di speranza, <b>il miracolo accadde.<\/b><\/p>\n<p>I primi segnali di risposta arrivarono. E non erano semplici email: erano <b>vite, storie, persone<\/b>.<\/p>\n<p>Il <b>primo socio in assoluto<\/b> fu <b>Jena (Giuseppe Santalena)<\/b> da Verona, gi\u00e0 possessore di una K1200LT e consigliere del BMW Motoclub Verona. Un uomo esperto, che riconobbe immediatamente il valore dell&#8217;idea.<\/p>\n<p>A distanza di pochissimo, arriv\u00f2 il <b>secondo socio<\/b>: <b>Popi (Giuseppe Colombo)<\/b> da Bergamo. Scopr\u00ec il sito per puro caso, leggendo un trafiletto sulla <i>Gazzetta dello Sport<\/i> in un bar. Anche lui, possessore della KLT. Il destino a volte gioca con le coincidenze.<\/p>\n<p>Ai tempi non c&#8217;erano forum complessi o sistemi di iscrizione automatizzati. C&#8217;era solo una <b>lista soci, praticamente vuota, che compilavo a mano<\/b>, e un&#8217;email a cui scrivere. Era tutto artigianale, umano. Ogni nuovo nome su quella lista era una <b>vittoria epica<\/b>, la prova che non ero solo, che il faro funzionava, che il deserto cominciava a popolarsi di voci amiche.<\/p>\n<p>L&#8217;inizio era pi\u00f9 che incoraggiante. Era <b>magico<\/b>. Ero fiducioso, elettrizzato. Sentivo di essere sulla strada giusta.<\/p>\n<p><b>Ma non avevo, neppure lontanamente, la pi\u00f9 pallida idea di dove quella strada ci avrebbe condotti. E forse, era meglio cos\u00ec.<\/b><\/p>\n<h3>Costruire una Comunit\u00e0<\/h3>\n<p>All&#8217;inizio, devo essere onesto, le idee erano molto confuse. Avevo lanciato il segnale e la gente stava rispondendo, ma <b>cosa fare dopo?<\/b> L&#8217;idea vaga era di organizzare un raduno, ma non avevo la pi\u00f9 pallida idea di come si facesse. Non ero mai stato a un raduno organizzato da altri club; facevo semplicemente dei giri con amici, ognuno con la sua moto.<\/p>\n<p>L&#8217;iscrizione era gratuita, ovviamente. Non avevo nulla da offrire, se non un&#8217;idea e un po&#8217; di spazio online. Ero cos\u00ec entusiasta delle prime adesioni che volevo solo che si unisse pi\u00f9 gente possibile.<\/p>\n<p>Quello che avevo chiaro, per\u00f2, era il <b>bisogno che volevo colmare<\/b>. Volevo creare un <b>luogo virtuale<\/b> dove i possessori della KLT potessero trovare tutte quelle informazioni introvabili sul web e, soprattutto, potersi parlare. Scambiarsi consigli, trucchi, esperienze. Fare comunit\u00e0, insomma.<\/p>\n<p>Non avevo le tecnologie, gli strumenti o le conoscenze che ho oggi. Dovevo arrangiarmi con quello che sapevo fare allora. E cos\u00ec mi rimboccai le maniche.<\/p>\n<p><b>Dovevo migliorare il sito, e in fretta.<\/b> Ampliarlo, organizzarlo meglio, aggiungere informazioni. Creare una <b>lista dei soci<\/b> visibile, in modo che potessero contattarsi tra loro. In sostanza, dovevo cominciare a tessere la rete di questa comunit\u00e0 sparsa. Con mia grande sorpresa, le adesioni arrivavano non solo dalla Lombardia, ma da tutta Italia e anche dall&#8217;estero. <b>La comunit\u00e0 nazionale che non avevo neppure immaginato stava prendendo forma<\/b>, e dovevo dare loro gli strumenti per esistere.<\/p>\n<p>Serviva anche un&#8217;identit\u00e0 visiva, un <b>marchio<\/b>. Il primo logo del KOG fu semplice, essenziale: il nome, l&#8217;indirizzo del sito e un richiamo, neanche troppo velato, ai colori e allo stile del logo BMW. Era il nostro primo distintivo.<\/p>\n<p>Tra fine giugno e met\u00e0 luglio del 2001 rifacci completamente il sito, rendendolo pi\u00f9 attraente e, soprattutto, <b>aggiunsi due strumenti vitali: una chat in tempo reale e una mailing list gestita da Yahoo.<\/b> Per capirci: nel 2001 non esistevano Facebook, WhatsApp o Telegram. Se volevi far parlare subito due persone distanti centinaia di chilometri, la chat era la soluzione. Se volevi inviare un annuncio a tutti, bastava un&#8217;email alla mailing list, che io gestivo manualmente, e questa la inoltrava automaticamente a ogni iscritto.<\/p>\n<p>Era un sistema <b>rozzo ma perfetto per l&#8217;epoca<\/b>. Funzionava. Non eravamo sommersi dalle email come oggi, e quel canale diretto divent\u00f2 il <b>sistema nervoso della nostra giovane comunit\u00e0<\/b>.<\/p>\n<p>Poco dopo, per dare pi\u00f9 struttura alle discussioni, introdussi anche un primo abbozzo di forum, ospitato su un servizio gratuito (con un po&#8217; di pubblicit\u00e0, il prezzo da pagare).<\/p>\n<p>E poi, arriv\u00f2 un <b>momento di legittimazione incredibile<\/b>. Verso la fine di luglio 2001, dopo una mia segnalazione, la prestigiosa rivista <b>Motociclismo<\/b> ci dedic\u00f2 un trafiletto. Ricordo ancora le parole che mi riempirono di orgoglio: &#8220;<i>Elegante stile BMWista&#8230; belle foto di moto luccicanti&#8230; contenuti originali non facili da trovare&#8230;<\/i>&#8220;. Concludeva dicendo che, data la specificit\u00e0 dell&#8217;argomento, i possessori di quella moto avrebbero gradito e si sarebbero fatti avanti.<\/p>\n<p>\u00c8 dedicato ai soli possessori di BMW K1200LT il club presente su internet e caratterizzato dall\u2019elegante stile BMWista; belle foto di moto luccicanti su pagine a sfondo bianco e naturalmente molta attenzione per il mototurismo. Qualche scheda tecnica \u00e8 raccolta nella pagina intitolata \u201cla moto\u201d, mentre alcuni contenuti originali e non facili da trovare su altri siti sono presenti nella pagina \u201cbacheca\u201d, nella quale sono elencati anche i puntatori ad alcuni siti interessanti. Ancora pochi gli interventi presenti sul forum (N.d.R. in realt\u00e0 la mailing list) ma, dato l\u2019argomento molto specifico, si pu\u00f2 prevedere che i possessori di questo modello di moto gradiranno l\u2019iniziativa e si faranno avanti.<\/p>\n<p>Avevano visto giusto. <b>Il KOG non era pi\u00f9 solo un&#8217;idea mia: era un fenomeno riconosciuto, con un suo spazio nel mondo motociclistico.<\/b> E da l\u00ec, le adesioni ebbero una bella spinta. La nostra casa comune non solo era costruita, ma aveva anche ricevuto il suo primo, importante benestare.<\/p>\n<h3>Non Concorrenti, ma Compagni di Strada<\/h3>\n<p>Qualche tempo dopo aver lanciato il sito KOG, ricevetti un&#8217;email che mi sorprese non poco. A scrivermi era <b>Luigi<\/b>, un ragazzo siciliano, anche lui possessore di una K1200LT. Mi raccont\u00f2 che <b>stava mettendo in piedi un&#8217;iniziativa molto simile alla mia nella sua terra<\/b>: un club dedicato ai possessori della nostra moto, il <b>&#8220;K1200LT Club Italia&#8221;<\/b>.<\/p>\n<p>Era un momento singolare. Scoprire che qualcuno, all&#8217;altro capo d&#8217;Italia, aveva avuto <b>la stessa intuizione<\/b>, pi\u00f9 o meno nello stesso periodo, fu stranissimo. La sua idea era per\u00f2 pi\u00f9 &#8220;territoriale&#8221; e tradizionale: stava gi\u00e0 facendo realizzare cappellini e magliette per i soci, un approccio classico da club motociclistico. Al mio progetto, invece, aveva dato fin da subito un <b>respiro &#8220;digitale&#8221; e nazionale<\/b>, puntando tutto su internet come piazza di incontro.<\/p>\n<p>Naturalmente, venne fuori la questione di chi unisse chi. Luigi mi propose di confluire tutti sotto il suo &#8220;cappello&#8221;. Io, che ormai ero affezionato alla mia creatura e credevo nel modello che stavo costruendo, ovviamente declinai. Gli proposi a mia volta di unirsi al KOG, magari come una <b>sezione siciliana<\/b> del gruppo, per unire le forze mantenendo un&#8217;unica identit\u00e0.<\/p>\n<p>In sostanza, <b>non trovammo un accordo<\/b>. Eravamo su posizioni opposte e, in buona sostanza, un po&#8217; testardi entrambi nel voler portare avanti la propria idea. Cos\u00ec, per un po&#8217;, ognuno di noi prosegu\u00ec per la sua strada.<\/p>\n<p>Questo episodio, per\u00f2, non cre\u00f2 mai astio. Al contrario, fu il primo segnale che la nostra passione stava generando qualcosa di reale in posti diversi. Col tempo, i rapporti rimasero cordiali e, cosa che mi fa piacere ricordare, <b>successivamente Luigi stesso decise di iscriversi al KOG<\/b>, diventando uno di noi.<\/p>\n<p>Riconosco pienamente che abbiamo avuto pi\u00f9 o meno la stessa idea nello stesso momento. Forse, dalla mia, ho avuto la fortuna e le competenze per <b>padroneggiare meglio quello strumento fantastico che era (ed \u00e8) internet<\/b>. Senza la rete, \u00e8 inutile negarlo, il KOG non sarebbe mai potuto nascere e crescere come ha fatto. Quell&#8217;approccio &#8220;internettiano&#8221; si rivel\u00f2 vincente per creare una comunit\u00e0 nazionale da zero.<\/p>\n<p>Quell&#8217;esperienza mi insegn\u00f2 due cose: primo, che un&#8217;idea buona pu\u00f2 venire in mente a pi\u00f9 persone; secondo, e pi\u00f9 importante, che <b>nel mondo della passione motociclistica non ci sono veri &#8220;concorrenti&#8221;, ma solo compagni di strada che cercano, con mezzi diversi, lo stesso obiettivo: condividere il viaggio.<\/b><\/p>\n<h3>Il Primo Raduno &#8211; Quando il Sogno Divent\u00f2 Realt\u00e0<\/h3>\n<p>Il numero di soci intanto cresceva, e i legami si stringevano. In particolare, il rapporto con <b>Jena<\/b> si rivel\u00f2 fondamentale. Lui, con la sua esperienza nel BMW Motoclub Verona, sapeva come funzionavano le cose nel mondo &#8220;reale&#8221; dei raduni, un mondo a me ancora sconosciuto. Fu durante una delle nostre tante chiacchierate che individuammo un&#8217;opportunit\u00e0 d&#8217;oro.<\/p>\n<p>Il BMW Motoclub Verona organizzava a <b>settembre 2001 il 3\u00b0 BMW Motoclub Meeting a Bardolino<\/b>, un evento ufficiale con la partecipazione della BMW Italia e di tutti i club BMW del paese. A Jena e a me venne un&#8217;idea: perch\u00e9 non organizzare <b>il primo raduno ufficiale del KOG proprio in quell&#8217;occasione?<\/b> Era la vetrina perfetta. Non si erano mai viste pi\u00f9 di due o tre K1200LT insieme; immaginate l&#8217;effetto di un intero plotone. Poteva essere il nostro battesimo del fuoco, il momento in cui da lista di nomi su internet diventavamo un <b>gruppo visibile, riconoscibile, concreto<\/b>.<\/p>\n<p>Devo dire che Jena \u00e8 stato, fin da subito, <b>il primo e pi\u00f9 entusiasta sostenitore del KOG dopo di me<\/b>. Se il club \u00e8 arrivato dove \u00e8 oggi, gran parte del merito per quelle prime, fondamentali infrastrutture organizzative e per l&#8217;apertura al mondo BMW Motorrad \u2013 che a me era del tutto sconosciuto \u2013 \u00e8 suo. Ovviamente, senza nulla togliere a tutti gli altri che in seguito hanno dato il loro contributo.<\/p>\n<p>Grazie ai contatti di Jena, ottenemmo il <b>benestare ufficiale<\/b> dal presidente del BMW MC Verona per presentare il KOG durante la manifestazione. Ci riservarono un&#8217;area di parcheggio dedicata alle sole K1200LT e stabilimmo che al nostro raduno potessero partecipare solo soci KOG con quella moto. Era importante: volevamo fare colpo con la nostra identit\u00e0 precisa. Tutta l&#8217;organizzazione pratica fu curata da Jena, che aveva l&#8217;esperienza e la voglia di dare al KOG la migliore visibilit\u00e0 possibile.<\/p>\n<p>E poi, il grande giorno arriv\u00f2.<\/p>\n<p><b>Il 29 e 30 settembre 2001 si tenne, a Bardolino, il 1\u00b0 Raduno KOG.<\/b> Dire che fu un successo \u00e8 riduttivo.<\/p>\n<p>Il sabato mattina, al casello di Peschiera, si radunarono <b>24 K1200LT<\/b> arrivate da ogni angolo d&#8217;Italia. Ventiquattro. Un numero che allora sembrava impossibile. Jena, &#8220;l&#8217;uomo che non deve chiedere mai&#8221;, ci guid\u00f2 in un <b>corteo maestoso<\/b> fino a Bardolino. L&#8217;entrata di quella colonna di &#8220;astronavi&#8221; fu qualcosa che chi c&#8217;era non dimenticher\u00e0 mai. Faceva un certo effetto.<\/p>\n<p>Al parcheggio dedicato, finalmente, gli avatar dei forum e le voci al telefono diventarono volti, strette di mano, sorrisi. Tra i presenti c&#8217;era anche il socio venuto da pi\u00f9 lontano: <b>Saro Cardillo, arrivato addirittura da Catania<\/b>. Era la prova che la nostra comunit\u00e0 <i>era<\/i> nazionale.<\/p>\n<p>La giornata prosegu\u00ec con un giro turistico di 200 km per le strade del Garda, in mezzo a un mare di altre moto BMW, ma con il nostro plotone sempre compatto e riconoscibile. Ma fu la sera, durante la cena di gala, che successe qualcosa di veramente inaspettato e storico.<\/p>\n<p>Il presidente del BMW Motoclub Italia, il sig. Ruggerone, affiancato dal presidente del BMW MC Verona, <b>sal\u00ec sul palco e si rivolse a noi.<\/b> Porgendo un sentito ringraziamento al KOG, mi invit\u00f2 a salire per ritirare una <b>targa di riconoscimento<\/b> per la nostra partecipazione. Non vi dico l&#8217;emozione. La gioia pi\u00f9 grande fu sentire che <b>BMW Italia ci riconosceva ufficialmente<\/b>, in una sede cos\u00ec prestigiosa. Fu un sigillo di legittimit\u00e0 che super\u00f2 ogni nostra pi\u00f9 rosea aspettativa.<\/p>\n<p>Quella giornata fu fantastica non solo per le moto, ma per le persone. Fu la conferma che il KOG non era pi\u00f9 solo un&#8217;idea su internet.<\/p>\n<p>Per chiudere in bellezza quell&#8217;anno indimenticabile, <b>a fine novembre 2001 organizzai a Como la prima Cena di Natale del KOG.<\/b> Vi parteciparono una ventina di persone, quelle pi\u00f9 vicine geograficamente. Quella cena, nata quasi per gioco, \u00e8 diventata la prima di una <b>tradizione ininterrotta<\/b> che ci vede riuniti ogni ultimo weekend di novembre: il nostro modo per chiudere la stagione, ritrovarci e scambiarci gli auguri, consolidando anno dopo anno quel senso di famiglia che era nato sotto i riflettori di Bardolino.<\/p>\n<p>Le foto di quel primo, storico raduno, che consiglio a tutti di vedere per capire lo spirito delle origini, sono ancora custodite nella nostra Gallery online:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/gallery.kog.it\/20012005\/2001\/290901\">https:\/\/gallery.kog.it\/20012005\/2001\/290901<\/a><\/p>\n<p>Guardate quelle ventiquattro KLT allineate. In quelle immagini c&#8217;\u00e8 l&#8217;inizio di tutto.<\/p>\n<h3>Il Primo &#8220;Tradimento&#8221; &#8211; Quando le Persone Contano Pi\u00f9 del Marchio<\/h3>\n<p>Nel febbraio del 2002 accadde un fatto che, per l&#8217;epoca, fu un vero e proprio <b>terremoto<\/b> per noi e per i nostri amici del BMW Motoclub Verona.<\/p>\n<p><b>Jena decise di cambiare moto.<\/b> Non si trattava di un aggiornamento. La sua seconda K1200LT lasci\u00f2 il posto a una <b>Honda Goldwing<\/b>.<\/p>\n<p>Per un gruppo nato come <b>mono-marca e mono-modello<\/b>, era uno scossone. Si materializzava non solo un modello diverso, ma un <b>marchio concorrente<\/b>. All&#8217;epoca, il regolamento del KOG ammetteva solo K1200LT o altre moto BMW. I primi erano soci a tutti gli effetti, i secondi erano considerati &#8220;simpatizzanti&#8221;, anche se, nella pratica, la differenza era pi\u00f9 uno scherzo che una regola seria. Ma la Goldwing? <b>Non era prevista. Non era neppure pensabile.<\/b> Tanto meno in un motoclub BMW, dove non avrebbe mai potuto entrare.<\/p>\n<p>Dovemmo gestire questa impasse. La soluzione fu trasformare il &#8220;problema&#8221; in un <b>evento<\/b>. Organizzammo un ritrovo apposito in occasione del ritiro della nuova moto da parte di Jena, nel febbraio 2002. Gli diamo molta enfasi a questo &#8220;tradimento&#8221;, anche perch\u00e9 Jena non era un socio qualunque: era stato <b>il primo sostenitore, il co-organizzatore del primo raduno, un pilastro della comunit\u00e0<\/b>. (Le foto di quell&#8217;evento sono ancora nella nostra Gallery:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/gallery.kog.it\/20012005\/2002\/080202\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/gallery.kog.it\/20012005\/2002\/080202<\/a><\/p>\n<p>Le discussioni, i dileggi e le battute su questo passaggio sono durate anni, tanto che ritengo sia giusto e interessante lasciare che sia Jena stesso a spiegare, con le sue parole di allora, le ragioni di quella scelta. Ecco cosa scrisse, in un testo che ho sempre considerato il &#8220;primo capitolo&#8221; di un&#8217;ideale libro sul tema:<\/p>\n<p><em>Il mio personaggio nasce nella notte dei tempi; ha matrici prettamente goliardiche in quel di Torino, dove nei lontani anni 70 frequentavo il Politecnico, facolt\u00e0 di architettura. Non voglio tralasciare il fatto che prima dell&#8217;universit\u00e0, oltre a studiare, ero un abile batterista, strumento che mi appagava molto al punto di non sapere se abbracciare completamente la professione del musicista o continuare gli studi, cosa che poi ho fatto, visto che solo &#8220;uno su mille ce la fa&#8221; (Morandi).<\/em><\/p>\n<p><em>Ho avuto il grande piacere di frequentare poi la Scuola Militare Alpina, ad Aosta, per adempiere agli obblighi di leva, e passare un bellissimo anno a Vipiteno, come sottotenente degli Alpini.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel frattimo continuavo a dipingere, seguendo una mia passione fin da bambino, ed ho tenuto delle belle mostre in Italia ed all&#8217;Estero. Ho fondato e diretto per 6 anni una agenzia di pubblicit\u00e0 e marketing a Verona, frequentando gli ambienti pubblicitari milanesi ed americani. Dall&#8217;82 mi occupo esclusivamente di progettazione di stands in Italia ed all&#8217;Estero. Expo Mondiale di Lisbona, di Hannover, Audi, Volkswagen, Schneider, Rolls Royce, Bentley, RTL 102.5 Hit Radio, 102.5 Hit Channel, G 8, etc, etc.<\/em><\/p>\n<p><em>In questo marasma di cose ho trovato la voglia ed il tempo di coltivare una passione che pian piano \u00e8 diventata per me molto importante, dopo le donne&#8230;&#8230;. La Moto, ma intesa come protagonista.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo una BMW R 80GS, una Honda Pan European, una BMW R 1100 RT ho capito che quello che volevo doveva essere qualcosa di importante, bello ed appariscente. Nel 1999 la BMW lanciava sul mercato il K 1200 LT ed \u00e8 stato un grande amore a prima vista (sul depliant).<\/em><\/p>\n<p><em>Nel Marzo dello stesso anno divento il felice possessore di questa &#8220;bestia&#8221; a due ruote, affascinante e seducente come una pantera e agile come una gazzella (ma non nelle manovre da fermo dove si comporta come un ippopotamo dell&#8217;Africa centrale).<\/em><\/p>\n<p><em>Da innamorato le perdono il buco di carburazione e per il resto godo dell&#8217;imponenza di questo mezzo che ad ogni semaforo mi fa godere davanti ad automobilisti che, abbassato il finestrino, ti fanno sempre le tre medesime domande: quanto costa? Quanto pesa? Quanto va?<\/em><\/p>\n<p><em>Passano due anni ed esce il modello 2001, quello del sorpasso, come si suol dire. Due componenti del mio motoclub, il BMW Motoclub di Verona la comprano ed io, rosso di rabbia non posso continuare ad andare in giro con un modello a dir loro antiquato: bastardi !!!<\/em><\/p>\n<p><em>In gran segreto ordino anch&#8217;io il modello 2001 ed una bella mattina mi presento ad uno dei nostri raduni con la nuova LT, fiammante di cromature e luccichii accompagnati dalla musica di Mango tormentone che propino ai miei compagni di viaggio da ormai tre anni.<\/em><\/p>\n<p><em>Il nuovo destriero mi fa conoscere nuovi problemi, anche piuttosto antipatici, tipo lo stridio allucinante dei freni, non pi\u00f9 Brembo, che ti accomunano ad un treno merci che si sta fermando in stazione. Problemi anche per il nuovo sistema frenante EVO con un Abs talmente sensibile da entrare in funzione anche a 30 Km. all&#8217;ora solo se becchi una formica di traverso sulla strada. Da buon motociclista \u00e8 chiaro che ti devi adattare al mezzo e quindi cambiare completamente il sistema di frenare, abituato ad utilizzare normalmente solo il freno anteriore.<\/em><\/p>\n<p><em>E&#8217; chiaro per\u00f2 che gli entusiasmi della prima LT sono solo un lontano ricordo e quindi tutto rientra in una situazione di routine, fino al giorno in cui il mio sguardo si incrocia con quello dei quattro fari di una Honda Goldwing1800. \u00c8 stato un sussulto, una scarica di adrenalina che mi ha polverizzato i globuli rossi, una bordata al cervello che ha creato un tarlo gigante che giorno dopo giorno mi diceva: vai a vederla, toccala, siediti sopra e se puoi provala, ma non volevo tradire il marchio che da anni porto cucito su giubbotti, giubbottini e mutande. Per\u00f2 io ho posseduto anche un Pan European della Honda ed allora perch\u00e8 non andare solo a vederla, non faccio mica male a nessuno, o no?<\/em><\/p>\n<p><em>14 Agosto 2001, ore 16.30, 37\u00b0 all&#8217;ombra: arrivo con il mio K sul piazzale asfaltato di un concessionario Honda di zona e chiedo se \u00e8 possibile vedere un Goldwing. No, la risposta secca del giovane venditore che a primo acchito non mi \u00e8 piaciuto per niente.<\/em><\/p>\n<p><em>Da lontano vengo adocchiato da un altro venditore che forse aveva intravisto la potenzialit\u00e0 che si celava dietro la mia espressione di insoddisfatto: prego mi dica, dopo aver allontanato con due calcioni il giovane collega. Niente, chiedevo se era possibile vedere un Goldwing, ma visto che non ne avete me ne vado. Le andrebbe di vederne uno, ma in cassa? Perch\u00e9 no? Dopo venti minuti mi accompagna a vedere l&#8217;imballo appena aperto: Grande moto, bella ma piena di cera, parabrezza smontato, attorniata da staffe di legno e da cinghie, insomma non era proprio un bel presentarsi. Guardo e poi saluto, direi anche un po&#8217; smontato.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo una settimana il venditore mi telefona: architetto se vuole venire le faccio vedere la moto messa in strada e se vuole la pu\u00f2 anche provare; Miiiiii, come dicono a Belluno: sono l\u00ec tra mezz&#8217;ora. Vado, arrivo. \u00c8 l\u00e0, parcheggiata sulla stampella laterale, nera, luccicante, imponente, enorme, di pi\u00f9. Belva dormiente e assetata di strada. Parcheggio il mio K al suo fianco. Mi sono accorto che il raffronto non regge, ma se ne \u00e8 accorto anche il venditore che mi fa tintinnare le chiavi a due centimetri dal naso; se vuole la pu\u00f2 provare sulla nostra pista, qui dietro, doppiamente bastardo.<\/em><\/p>\n<p><em>Aveva perfettamente capito che quel Goldwing si era clonato direttamente nel mio cervello e che non me la sarei pi\u00f9 tolta di mente. Giro la chiave e schiaccio il pulsante di avviamento: sei violini incominciano a suonare all&#8217;unisono; innesto la prima e quella portaerei da terra si muove con la dolcezza di una libellula. Incredibile la facilit\u00e0 di guida nelle famose manovre da fermo dove con il K ho sempre avuto enormi difficolt\u00e0 e terrore di cadere. Con il GoldWing sembra tutto un giochetto da bambini, \u00e8 incredibile. Nessuno mi ha pagato per dire queste cose, ma una cosa era certa; avrei comprato quella moto!<\/em><\/p>\n<p><em>Ma io faccio parte di un BMW Motoclub, faccio parte del KOG, cosa sarebbe successo?? La convinzione di amare da subito quella creatura da 1832 cc. mi fa dare corpo alle mie intenzioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Ho venduto il K, che rimarr\u00e0 comunque nel KOG, ed ho acquistato il GoldWing.<\/em><\/p>\n<p><em>Il marchio di una moto \u00e8 importante ma forse \u00e8 pi\u00f9 importante la persona che ci sta sopra. Dico questo perch\u00e9 io voglio continuare a frequentare le stesse persone, su BMW, sia che facciano parte del Motoclub di Verona sia che facciano parte del KOG. Sar\u00f2 l&#8217;unico possessore di GW che si freger\u00e0 delle insegne con un marchio diverso da quello che ha sulla moto.<\/em><\/p>\n<p><em>Se non fosse cos\u00ec non sarei pi\u00f9 Jena, ma uno dei tanti, senza offesa per nessuno\u2026<\/em><\/p>\n<p>Molti puristi storceranno il naso, ma per me la decisione fu semplice. <b>Jena era un amico e un pilastro del KOG.<\/b> Escluderlo per una questione di marchio mi sembr\u00f2 sbagliato, ingiusto e contrario allo spirito che si stava creando. Decisi che sarebbe rimasto e avrebbe continuato a fare quello che aveva sempre fatto.<\/p>\n<p>Questo episodio, che pu\u00f2 sembrare una sciocchezza, ebbe un&#8217;<b>influenza enorme sull&#8217;evoluzione del KOG<\/b>. Fu il momento in cui capimmo, in modo pratico e definitivo, che <b>le amicizie e le persone valgono pi\u00f9 del mezzo posseduto<\/b>. Perdere per strada degli amici per un dogma sarebbe stato un vero peccato. D&#8217;altronde, non eravamo un motoclub BMW ufficiale, non dovevamo rendere conto a nessuno. L&#8217;indipendenza che avevamo sempre cercato ci permise di fare questa scelta di cuore.<\/p>\n<p>Quel &#8220;tradimento&#8221;, che si sarebbe ripetuto molte altre volte negli anni, serv\u00ec a <b>plasmare l&#8217;identit\u00e0 futura del KOG<\/b>. Ci fece capire che stavamo diventando, prima di tutto, <b>un gruppo di amici<\/b>. E mi fece maturare l&#8217;idea di aprire definitivamente le porte, in futuro, anche a chi dalla BMW fosse passato alla Goldwing. Ma di questo parleremo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<h3>La Prima Sfida e la Prima Neve a Foppolo<\/h3>\n<p>Sulla scia del successo di Bardolino, <b>Popi<\/b> ebbe un&#8217;idea ambiziosa: organizzare un raduno solo nostro, senza appoggiarsi a nessun altro club, in un luogo che conosceva alla perfezione: <b>Foppolo<\/b>, nel maggio del 2002. Era un passo importante. Sarebbe stato il primo evento interamente organizzato <i>dal<\/i> KOG <i>per<\/i> il KOG, e dovevamo dimostrare di sapercela fare.<\/p>\n<p>Ma proprio in quel periodo, l&#8217;atmosfera non era del tutto serena. I nostri successi avevano attirato l&#8217;attenzione (e forse un po&#8217; di invidia) del <b>BMW Motoclub Visconteo<\/b>, che aveva creato al suo interno una &#8220;sezione KLT&#8221; per aggregare i possessori della nostra moto. Non furono problemi con il club in s\u00e9, ma con <b>l&#8217;ostilit\u00e0 di una persona del loro direttivo<\/b>, che ci contrast\u00f2 da subito, facendo leva sulla loro ufficialit\u00e0 BMW rispetto alla nostra \u2013 a suo dire \u2013 inconsistenza.<\/p>\n<p>Loro avevano mezzi, logistica e finanziamenti che noi, piccola comunit\u00e0 nata dal nulla, non avevamo. Ma noi avevamo una cosa che loro forse sottovalutavano: <b>una passione pura e un&#8217;amicizia genuina<\/b>. Il loro motore era il prestigio istituzionale; il nostro era il legame tra persone.<\/p>\n<p>Il risultato di quelle tensioni fu che i due raduni \u2013 il loro &#8220;ufficiale&#8221; e il nostro &#8220;dal basso&#8221; \u2013 vennero fissati <b>nello stesso giorno di maggio 2002<\/b>. Fu una sfida aperta. E la risposta della comunit\u00e0 KOG fu chiara e inequivocabile: al nostro raduno a Foppolo partecip\u00f2 un numero di persone e di moto di gran lunga superiore. Un successo che molti, ancora oggi, ricordano con piacere.<\/p>\n<p>Il nostro primo raduno ufficiale fu un trionfo per partecipazione (oltre 60 K1200LT!) e ci regal\u00f2 anche uno scenario imprevedibile e magico, che cement\u00f2 ulteriormente il ricordo di quel weekend.<\/p>\n<p>Ecco il resoconto completo di allora, che racconta meglio di ogni parola l&#8217;atmosfera:<\/p>\n<p><em>Il primo Raduno Ufficiale del KOG \u00e8 stato un grandissimo successo che ha visto la partecipazione di 60 K1200LT e molte altre BMW di simpatizzanti del KOG tra cui un simpaticissimo sidecar. Colgo l&#8217;occasione per ringraziare infinitamente tutti coloro che hanno partecipato e che hanno dimostrato, con la loro presenza, che il KOG non \u00e8 solo virtuale ma concreto e reale.<\/em><\/p>\n<p><em>Il meteo ci ha regalato una delle giornate pi\u00f9 suggestive in assoluto. A parte qualche scroscio di pioggia durante il tragitto, arrivati a Foppolo all&#8217;Hotel des Alpes, e posteggiate le moto, ha cominciato a nevicare come non si era visto, a detta della gente del posto, neppure in inverno. Durante il pranzo, le moto e le strade si sono coperte di un manto candido di una decina di centimetri. Il vicesindaco di Foppolo, a pranzo con noi, ha subito fatto intervenire i mezzi spazzaneve ma la strada si ricopriva immediatamente di altra neve.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando gi\u00e0 circolavano battute sul fatto di pernottare a Foppolo, il sole ha prima fatto capolino timidamente e poi ci ha regalato uno spettacolo incredibile spazzando completamente le nubi. Uno spettacolo veramente da cartolina! Le strade si sono liberate in un lampo e, accompagnati dal calore del sole, siamo ridiscesi verso Bergamo in tutta tranquillit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un dettaglio di quel raduno che ricordo con particolare affetto e che simboleggia perfettamente lo spirito artigianale e appassionato di quegli inizi. <b>Antonio Scopazzo<\/b>, un socio di Bergamo, distribu\u00ec a tutti i partecipanti una <b>piccola bandierina con il logo del KOG<\/b> da attaccare alla moto. Le aveva realizzate in casa, <b>artigianalmente, nella notte precedente<\/b>, tagliando, stampando e assemblando pezzo per pezzo. Non c&#8217;era ancora un pensiero commerciale per magliette o cappellini (che sarebbero arrivati dopo, con grande successo). C&#8217;era solo la voglia di celebrare insieme, di appartenere a qualcosa di speciale. Quelle bandierine erano un simbolo tangibile di quanto fosse gi\u00e0 forte il senso di comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Le splendide foto di quell&#8217;evento indimenticabile, tra neve e sole, sono custodite nella nostra Gallery:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/gallery.kog.it\/20012005\/2002\/050502\">https:\/\/gallery.kog.it\/20012005\/2002\/050502<\/a><\/p>\n<p>Guardandole, si capisce perch\u00e9 Foppolo \u00e8 rimasto nel cuore di tutti.<\/p>\n<p>Quel raduno non fu solo una vittoria numerica contro una &#8220;concorrenza&#8221;. Fu la prova che <b>lo spirito del KOG, fatto di passione condivisa e iniziativa personale, poteva vincere su qualsiasi logica puramente istituzionale.<\/b> E che a volte, anche una nevicata inaspettata pu\u00f2 trasformarsi nel ricordo pi\u00f9 bello.<\/p>\n<h3>La Legittimazione &#8211; Diventare la Sezione K-LT<\/h3>\n<p>Il KOG cresceva a vista d&#8217;occhio. Gli iscritti erano ormai circa <b>300<\/b>, e diventavamo una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 interessante anche per <b>BMW<\/b>. In pi\u00f9, si era creato un collegamento prezioso: un nostro socio, <b>Giampiero Gregorini (Gege per tutti)<\/b>, era diventato il nuovo <b>presidente del BMW Motoclub Italia<\/b>, subentrando a Renato Ruggerone che ci aveva accolti sul palco a Bardolino.<\/p>\n<p>Con Gege, che conosceva dall&#8217;interno la nostra realt\u00e0, si cominci\u00f2 a parlare seriamente di come formalizzare il nostro legame con BMW. Era chiaro che la Casa non avrebbe mai riconosciuto ufficialmente un&#8217;entit\u00e0 completamente autonoma e fuori dal suo circuito ufficiale, come invece faceva con i motoclub affiliati.<\/p>\n<p>Fu allora che BMW propose una soluzione innovativa: la creazione delle <b>&#8220;Sezioni&#8221; del BMW Motoclub Italia<\/b>. Erano gruppi dedicati a un modello specifico (come la KLT o le GS) o a una comunit\u00e0 (come le Lady Bikers), e noi <b>saremmo diventati la Sezione K-LT<\/b>. Era un modo per darci uno status riconosciuto, senza stravolgere la nostra natura.<\/p>\n<p>Ci fu anche una proposta pi\u00f9 radicale: <b>diventare un motoclub BMW a tutti gli effetti<\/b>. Una proposta che, devo ammettere, <b>rifiutai senza esitazione<\/b>. Non avevo alcuna intenzione di impelagarci in trafile burocratiche, statuti rigidi e logiche di controllo che non mi interessavano. Il gruppo funzionava benissimo cos\u00ec, in modo spontaneo e agile. Perch\u00e9 complicarci la vita?<\/p>\n<p>Ma c&#8217;era una ragione ancora pi\u00f9 profonda. <b>Non volevo che il KOG entrasse completamente nell&#8217;orbita di BMW.<\/b> Il rischio che qualcuno, dall&#8217;esterno, potesse influire o decidere per noi era contrario allo spirito con cui avevo creato tutto. Il KOG era nato come un &#8220;gioco&#8221; serissimo, il cui scopo era conoscere amici e divertirsi insieme. Volevo preservare quella leggerezza e, soprattutto, la nostra <b>indipendenza<\/b>.<\/p>\n<p>Accettammo quindi la formula della Sezione. Per farlo, per\u00f2, dovevamo essere affiliati a un motoclub BMW ufficiale. La scelta fu naturale: ci <b>affiliammo al BMW Motoclub Verona<\/b>, lo stesso che ci aveva aiutato e ospitato nel nostro primo, storico raduno. Cos\u00ec, ufficialmente, diventammo la <b>Sezione K-LT del BMW MC Verona<\/b>.<\/p>\n<p>Era un compromesso perfetto. Da un lato, <b>BMW ci aveva riconosciuto ufficialmente<\/b>, un traguardo importante che ci avrebbe aperto porte e garantito supporto in molte occasioni future. Dall&#8217;altro, <b>mantenevamo la nostra autonomia operativa e il nostro spirito<\/b>. La struttura leggera del KOG rimaneva intatta.<\/p>\n<p>Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza la <b>mediazione fondamentale e la stima di Gege<\/b>. Lavorando dall&#8217;interno del sistema BMW, fece in modo che tutti i pezzi del puzzle si incastrassero nel modo giusto, comprendendo e rispettando le nostre esigenze di libert\u00e0. Era la prova che, a volte, si possono trovare soluzioni vincenti per tutti, quando alla base c&#8217;\u00e8 il rispetto reciproco e la passione comune.<\/p>\n<h3>Un Giorno da Brividi &#8211; Il Gemellaggio con le Frecce Tricolori<\/h3>\n<p>Il 2002 fu un anno di grandi traguardi, ma uno in particolare super\u00f2 ogni aspettativa e rimase scolpito nell&#8217;anima di chi c&#8217;era.<\/p>\n<p>Grazie a un contatto interno, si apr\u00ec per noi una possibilit\u00e0 che sembrava uscita da un sogno: organizzare un <b>gemellaggio con le Frecce Tricolori<\/b> nella loro base di Rivolto (Udine). L&#8217;idea era folle e meravigliosa: arrivare in massa con le nostre moto, <b>varcare i cancelli della caserma<\/b> e assistere, in esclusiva e a bordo pista, a un <b>allenamento della Pattuglia Acrobatica Nazionale<\/b>.<\/p>\n<p>Era un&#8217;occasione unica al mondo, il privilegio di osservare da vicino il lavoro di quei professionisti che tutto il mondo ci invidia. Non potevamo lasciarcela sfuggire.<\/p>\n<p>Con tutto il direttivo, andammo in moto a Rivolto per incontrare il comandante della base e il nostro referente, il <b>Maresciallo Diana<\/b>, che avrebbe curato l&#8217;organizzazione. L&#8217;emozione di varcare quei cancelli per la prima volta, in punta di piedi, fu il preludio di ci\u00f2 che sarebbe accaduto.<\/p>\n<p>Il <b>18 settembre 2002<\/b> l&#8217;idea divent\u00f2 realt\u00e0. All&#8217;ingresso della base si radunarono <b>quasi 100 moto del KOG<\/b>, in stragrande maggioranza K1200LT, dopo aver coordinato gli arrivi da tutta Italia. Gi\u00e0 solo vedere quel spiegamento di &#8220;astronavi&#8221; schierate davanti a una caserma militare era uno spettacolo surreale ed emozionante.<\/p>\n<p>Dopo i controlli, i cancelli si aprirono e ci fu concesso l&#8217;accesso. Parcheggiammo le moto su una pista laterale e ci sistemammo lungo il bordo della pista principale, il cuore dell&#8217;azione. Davanti a noi, il cielo di Rivolto.<\/p>\n<p>Poi inizi\u00f2 lo spettacolo. Un responsabile delle evoluzioni, al nostro fianco, commentava in diretta ogni manovra, spiegandoci difficolt\u00e0 e significato. Una <b>colonna sonora maestosa<\/b> accompagnava le acrobazie, esaltandone la bellezza, fino al crescendo finale: l&#8217;iconica <b>&#8220;bomba&#8221;<\/b>, lo scoppio colorato nel cielo, eseguito sulle note di &#8220;<b>Nessun Dorma<\/b>&#8220;.<\/p>\n<p>Fu un&#8217;<b>esperienza da brividi<\/b>. L&#8217;orgoglio, la precisione, la potenza e la bellezza di quel momento generarono un&#8217;onda emotiva che travolse tutti. Ancora oggi, chi c&#8217;era lo racconta con la voce carica di commozione.<\/p>\n<p>Ma non fin\u00ec l\u00ec. Dopo l&#8217;esibizione, andammo a prendere <b>i piloti in moto<\/b> e li portammo in mezzo a noi per chiacchiere, strette di mano e le immancabili foto di rito. Vedere quegli eroi del cielo confondersi tra noi, motociclisti appassionati, fu la ciliegina su una torta gi\u00e0 indimenticabile.<\/p>\n<p>Non esagero se dico che, a livello di intensit\u00e0 emotiva pura, <b>quello \u00e8 stato uno degli eventi pi\u00f9 incredibili della storia del KOG<\/b>. Un giorno in cui il nostro gruppo tocc\u00f2 con mano l&#8217;eccellenza italiana, e la condivise in un abbraccio di orgoglio collettivo.<\/p>\n<p>Le foto di quella giornata magica, che consiglio vivamente di vedere per cogliere l&#8217;atmosfera, sono custodite nella nostra Gallery:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/gallery.kog.it\/20012005\/2002\/180902\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/gallery.kog.it\/20012005\/2002\/180902<\/a>.<\/p>\n<p>Sono l\u00ec a testimoniare che a volte i sogni, se perseguiti con passione, possono davvero diventare realt\u00e0.<\/p>\n<h3>Non pi\u00f9 Solo al Comando &#8211; Il Primo Consiglio Direttivo<\/h3>\n<p>Il gruppo cresceva in modo esponenziale, e con esso le esigenze. Grazie a Jena, avevo capito una cosa fondamentale: un club che vuole durare nel tempo <b>deve organizzare eventi<\/b>, raduni dove i soci possano incontrarsi e vivere la passione del mototurismo per cui la moto \u00e8 nata.<\/p>\n<p>Un problema: <b>io non ero un organizzatore di eventi<\/b>. Non avevo l&#8217;esperienza, il tempo n\u00e9 forse la vera inclinazione per gestire tutta la macchina logistica di un raduno. Mi rendevo conto che da solo non ce l&#8217;avrei mai fatta. Dovevo, e volevo, essere aiutato.<\/p>\n<p>Prendendo spunto dalla struttura dei motoclub BMW, ma adattandola al nostro spirito, decisi di creare un <b>Consiglio Direttivo<\/b>. La differenza sostanziale era che <b>nel KOG non c&#8217;erano (e non ci sono mai state) elezioni<\/b>. Lo dico senza presunzione, ma il KOG era la mia creatura e intendevo guidarne la visione. Tuttavia, avevo un disperato bisogno di braccia, di teste e di cuori dedicati sul territorio, persone che potessero trasformare quell&#8217;idea in eventi concreti.<\/p>\n<p>La mia filosofia era semplice: io mi sarei occupato di ci\u00f2 che sapevo fare meglio, la <b>parte &#8220;digitale&#8221; e infrastrutturale<\/b> \u2013 il sito, gli strumenti online, la comunicazione \u2013 che tiene in piedi la comunit\u00e0 virtuale. Loro, il Consiglio, si sarebbero occupati della <b>parte &#8220;tangibile&#8221; e organizzativa<\/b> \u2013 i raduni, la logistica, il rapporto diretto con i soci durante gli eventi.<\/p>\n<p>Volevo attorno a me <b>persone dedite, che credessero nel progetto KOG e avessero il tempo e la voglia di dare una mano<\/b>. Non cercavo titoli, cercavo complici.<\/p>\n<p>E cos\u00ec nacque il primo Consiglio Direttivo del KOG. Ero io, in qualit\u00e0 di presidente. Come vicepresidente, una scelta ovvia, <b>Jena<\/b>. E come consiglieri, un gruppo di soci storici e fondamentali: <b>Popi, Ciro Tetta, Antonio Scopazzo, Massimo Palmieri, Maurizio Naro e Giuseppe Zanetti<\/b>.<\/p>\n<p>Oggi il KOG \u00e8 strutturato in modo diverso, molto pi\u00f9 fluido, dove sono i singoli soci a proporre e organizzare raduni. Ma <b>allora, in quegli anni di crescita tumultuosa, quel Consiglio fu vitale<\/b>. Ci permise di essere presenti a tanti eventi, spesso in collaborazione con il BMW Motoclub Verona, e di organizzarne di nostri sempre pi\u00f9 riusciti. Fu uno strumento formidabile per dare lustro al gruppo e avvicinare nuove persone.<\/p>\n<p>Il Consiglio, con i suoi membri originali e quelli che si aggiunsero nel tempo, diede un <b>contributo inestimabile<\/b>. Senza il loro lavoro e la loro passione, non saremmo mai arrivati dove siamo. Per questo, il mio ringraziamento va, indistintamente, a tutti coloro che ne hanno fatto parte.<\/p>\n<p>Questo organo cos\u00ec importante ebbe un ciclo naturale. Nel <b>2007, il Consiglio fu sciolto<\/b>. La metodologia di organizzazione era cambiata, diventando pi\u00f9 spontanea e distribuita tra i soci. Quel primo, storico direttivo aveva assolto al suo compito: aveva traghettato il KOG dall&#8217;essere l&#8217;idea di uno all&#8217;essere l&#8217;impresa di molti, insegnandoci che la strada si percorre meglio quando la si condivide non solo in sella, ma anche nell&#8217;impegno per la comunit\u00e0.<\/p>\n<h3>Chiuso un Capitolo, Aperta una Nuova Strada in Compagnia<\/h3>\n<p>Dopo gli screzi del 2002 con il BMW Motoclub Visconteo, le acque si calmarono. La persona che aveva creato quegli attriti era uscita di scena, e la <b>presidenza del Visconteo era passata ad Alberto Bertola<\/b>, all&#8217;epoca direttore vendite della concessionaria BMW di via Ammiano a Milano. Alberto non era solo un volto del mondo BMW: era un amico e il mio &#8220;fornitore&#8221; di fiducia per le moto.<\/p>\n<p>Il contesto era cambiato anche altrove: <b>Luciano Trevisan<\/b>, presidente del BMW MC Verona, aveva deciso di chiudere la loro Sezione K-LT. Questo significava che noi, come Sezione, rimanevamo ufficialmente &#8220;senza casa&#8221; nell&#8217;ecosistema BMW.<\/p>\n<p>Fu il momento giusto per un riavvicinamento. Incontrandomi con Alberto Bertola, <b>chiarimmo una volta per tutte che i dissidi del passato erano stati causati da una sola persona<\/b>, e non dal club in s\u00e9. Decidemmo quindi di <b>ricucire lo strappo e rientrare nel mondo BMW attraverso il Motoclub Visconteo<\/b>, che ora aveva una guida amica e stimata.<\/p>\n<p>Varammo un <b>gemellaggio ufficiale tra KOG e Motoclub Visconteo<\/b>. Questo ci permetteva di tornare a essere la <b>Sezione K-LT<\/b> (questa volta sotto il loro cappello), mantenendo cos\u00ec il nostro riconoscimento formale. Insieme, progettammo un evento per sancire questa nuova collaborazione: <b>un raduno dedicato esclusivamente alle K1200LT<\/b>, da tenersi nel giugno del 2003.<\/p>\n<p>Il ritrovo fu fissato presso la <b>sede BMW di San Donato Milanese<\/b>, in una splendida giornata di sole. Fu pi\u00f9 di un raduno: fu un <b>simbolo di riconciliazione<\/b>, un ottimo modo per ritrovarci tutti insieme \u2013 vecchi e nuovi soci, membri del KOG e del Visconteo \u2013 e <b>lasciarci definitivamente alle spalle i rancori<\/b>.<\/p>\n<p>Il KOG, attraverso questo gemellaggio, rimaneva indirettamente parte della galassia BMW, ma \u2013 ed era la cosa pi\u00f9 importante per me \u2013 <b>restava completamente svincolato da qualsiasi controllo<\/b> da parte della Casa madre. Avevamo raggiunto l&#8217;equilibrio perfetto: il <b>prestigio e il supporto del riconoscimento<\/b>, uniti alla <b>piena libert\u00e0 operativa e decisionale<\/b> che avevo sempre difeso.<\/p>\n<p>Le foto di quella giornata di pace ritrovata e di moto in splendida forma sono custodite nella nostra Gallery:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/gallery.kog.it\/20012005\/2003\/010603\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/gallery.kog.it\/20012005\/2003\/010603\u00a0<\/a><\/p>\n<p>Guardandole, si vede il sorriso delle persone, non la politica dei club. Alla fine, era quello che contava.<\/p>\n<h3>Un Nuovo Vice e una Sinergia d&#8217;Oro con BMW<\/h3>\n<p>Verso la fine del 2003, il nostro storico vicepresidente <b>Jena<\/b> dovette dare le dimissioni. I suoi impegni lavorativi lo portavano sempre pi\u00f9 spesso in giro per il mondo, rendendo difficile seguire le attivit\u00e0 del club con la consueta dedizione. Il suo contributo era stato enorme, ma era giusto lasciarlo concentrare sulla sua carriera.<\/p>\n<p>Al suo posto, la scelta fu naturale e quasi obbligata: nominai <b>Popi<\/b>, che fin dall&#8217;inizio, come secondo socio della storia del KOG, aveva dimostrato passione, disponibilit\u00e0 e una capacit\u00e0 organizzativa straordinaria. In quel periodo, per far fronte alle attivit\u00e0 sempre pi\u00f9 numerose, anche altre persone entrarono a far parte del Consiglio, allargando la base di chi si impegnava per la comunit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;ascesa di Popi a Vicepresidente del KOG si rivel\u00f2 un <b>vantaggio strategico non indifferente<\/b>. Perch\u00e9 Popi, quasi contemporaneamente, venne nominato anche <b>Vicepresidente del BMW Motoclub Italia<\/b>. In pratica, avevamo ora <b>due nostri soci ai vertici del BMW MC Italia<\/b>: Gege come Presidente e Popi come suo Vice.<\/p>\n<p>Questa combinazione unica cre\u00f2 un periodo di <b>sinergia straordinaria tra il KOG e BMW<\/b>. Non si trattava pi\u00f9 solo di un riconoscimento formale, ma di una <b>collaborazione fattiva e concreta<\/b>. In quegli anni, grazie a Gege e Popi che facevano da ponte, BMW support\u00f2 molti nostri eventi in modo tangibile: fornendo materiali, gazebi, assistenza logistica e partecipazione diretta.<\/p>\n<p>Il culmine di questa collaborazione fu un <b>evento clou, rimasto nella storia<\/b>: la <b>presentazione in esclusiva per il KOG della nuova serie della K1200LT<\/b>. Un privilegio riservato a pochissimi, che dimostrava quanto la Casa madre tenesse alla nostra community di clienti e appassionati.<\/p>\n<p>Questo periodo conferm\u00f2 una mia convinzione di sempre: <b>le cose importanti si fanno tramite le persone, non tramite le istituzioni, le associazioni o le aziende in quanto tali<\/b>. Furono la stima, il rapporto umano e la passione condivisa di Gege e Popi, dentro e fuori il KOG, a rendere possibile quella stagione d&#8217;oro.<\/p>\n<p>Fu un momento in cui il circolo virtuoso tra la nostra passione &#8220;dal basso&#8221; e il riconoscimento &#8220;dall&#8217;alto&#8221; raggiunse il suo apice, portando benefici a tutti i soci e rafforzando l&#8217;identit\u00e0 del KOG nel panorama motociclistico nazionale.<\/p>\n<h3>L&#8217;Anteprima Esclusiva &#8211; La Nuova Regina ci Viene Presentata<\/h3>\n<p>Gi\u00e0 da tempo, nel mondo dei motociclisti e sui forum, si vociferava insistentemente di un rimpiazzo per la K1200LT, il modello lanciato nel 1999. Come sempre in questi casi, le <b>voci erano le pi\u00f9 disparate<\/b>, spesso fantasiose, comiche o grottesche. La verit\u00e0 \u00e8 che <b>non si sapeva assolutamente nulla di concreto<\/b> sulle caratteristiche della nuova moto.<\/p>\n<p>Grazie al ponte creato da <b>Gege e Popi<\/b> nei vertici del BMW MC Italia, entrai in contatto con <b>Danilo Sgorbati<\/b>, all&#8217;epoca Direttore Marketing di BMW Italia. Insieme, studiammo un evento che, lo ammetto, <b>mi rese profondamente orgoglioso<\/b> e che port\u00f2 un lustro incredibile al nostro gruppo.<\/p>\n<p>BMW ci offr\u00ec un privilegio rarissimo: presentarci in <b>anteprima assoluta<\/b> la nuova erede della K1200LT, il modello 2004, presso la <b>sede di BMW Italia a San Donato Milanese<\/b>, a dicembre del 2003.<\/p>\n<p>L&#8217;invito fu accolto con entusiasmo enorme. Ci presentammo <b>in massa<\/b>, tutti curiosissimi di scoprire le novit\u00e0. La nuova &#8220;LT&#8221; si presentava con <b>migliorie sostanziali<\/b>, anche al motore, e una dotazione tecnologica ancora pi\u00f9 ricca. La chicca che fece pi\u00f9 discutere (e divertire) fu il <b>nuovo cavalletto centrale elettrico<\/b>, che sollevava automaticamente la moto in posizione di parcheggio.<\/p>\n<p>Ricordo ancora con un sorriso il <b>&#8220;collaudo sul campo&#8221;<\/b> che due dei nostri soci pi\u00f9\u2026 diciamo &#8220;imponenti&#8221;\u2026 decisero di fare. Si misero in sella e attivarono il cavalletto elettrico sotto gli occhi di tutti. Con nostro grande stupore (e sollievo!), il sistema <b>sollev\u00f2 il pesante complesso moto+pilota senza esitazione, nemmeno una piega<\/b>. Fu la dimostrazione perfetta, e molto scenografica, dell&#8217;affidabilit\u00e0 della nuova tecnologia.<\/p>\n<p>Quel giorno non fu solo la presentazione di una moto. Fu il <b>riconoscimento tangibile che il KOG era considerato un interlocutore privilegiato<\/b>, una community di cos\u00ec alto valore per BMW da meritare un&#8217;anteprima riservata. Fu un momento di grande soddisfazione collettiva.<\/p>\n<p>Le foto di quell&#8217;evento esclusivo, che testimoniano la nostra curiosit\u00e0 e il nostro orgoglio, sono conservate nella Gallery del KOG visibile a questo link:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/gallery.kog.it\/20012005\/2003\/201203\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/gallery.kog.it\/20012005\/2003\/201203<\/a><\/p>\n<h3>Il Motore Digitale della Crescita<\/h3>\n<p>Ho sempre curato il <b>sito e il forum del KOG in prima persona<\/b>. Per me non erano solo strumenti, ma il <b>luogo vitale<\/b> della comunit\u00e0. Rappresentavano il modo per tenerci in contatto ogni giorno, per distrarci dalle preoccupazioni e, soprattutto, per divertirci insieme anche a distanza di centinaia di chilometri.<\/p>\n<p>Mentre il KOG cresceva, anche i suoi &#8220;muscoli digitali&#8221; dovevano tenere il passo. Mi sono sempre prefissato di <b>mantenere gli strumenti tecnologici del gruppo al top<\/b>, migliorandoli in continuazione con una cura quasi maniacale. Ero convinto \u2013 e l&#8217;esperienza poi mi ha dato ragione \u2013 che <b>pi\u00f9 questi strumenti fossero buoni, facile da usare e ricchi di funzioni, pi\u00f9 gente sarebbe stata incentivata a iscriversi<\/b>. La facilit\u00e0 di connettersi e parlare con altri soci sparsi per l&#8217;Italia era un vantaggio enorme.<\/p>\n<p>Ho perso il conto di quante versioni del sito ho realizzato. Ma una pietra miliare fu, alla fine del 2002, l&#8217;<b>implementazione di un forum nostro, gestito in proprio<\/b>. Finalmente potevamo abbandonare i servizi gratuiti pieni di pubblicit\u00e0. Il nostro forum era <b>libero, gratuito<\/b> (bastava registrarsi) e, soprattutto, <b>aveva funzioni avanzate<\/b> che potevamo controllare e personalizzare completamente.<\/p>\n<p>Questo passaggio fu fondamentale. Il forum <b>divenne il cuore pulsante delle discussioni quotidiane<\/b> e un potentissimo <b>strumento di attrazione<\/b>. I motori di ricerca, infatti, iniziando a indicizzare le nostre discussioni tecniche e di esperienze, <b>portavano direttamente a noi tutti coloro che cercavano informazioni sulla K1200LT<\/b>. Cos\u00ec ci trovavano, e spesso decidevano di restare.<\/p>\n<p>La crescita non fu solo italiana. Molti <b>si iscrivevano anche dall&#8217;estero<\/b>, nonostante il sito fosse pensato principalmente per utenti italiani. Per agevolarli, implementai comunque una <b>sezione internazionale in diverse lingue<\/b>.<\/p>\n<p>In questo periodo, supportati da questa solida infrastruttura online, <b>realizzammo numerosissimi eventi<\/b>. Il gruppo non solo cresceva in numeri, ma <b>si formava e consolidava<\/b> come comunit\u00e0 coesa. Arrivarono nuovi soci, alcuni se ne andarono, ma la curva fu sempre in salita.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 sempre stata chiara nella mia mente: <b>non ho mai perseguito l&#8217;obiettivo del &#8220;gruppo pi\u00f9 numeroso&#8221;<\/b>. Ho sempre preferito, e scelto, <b>la qualit\u00e0 alla quantit\u00e0<\/b>. Volevo un ambiente sano, appassionato e rispettoso. E devo ammettere che, guardando indietro, <b>questa scelta ha pagato negli anni<\/b>, costruendo le fondamenta di un legame che va ben oltre la semplice tessera di un club.<\/p>\n<h3>Un Record Mondiale sulle Colline del Monferrato<\/h3>\n<p>Il 2006 fu l&#8217;anno in cui il KOG tocc\u00f2 un apice di partecipazione che probabilmente <b>rimane un record a livello mondiale<\/b> per il nostro modello iconico.<\/p>\n<p>Tutto nacque da una proposta di collaborazione di <b>Giancarlo e Mario Martina<\/b>, all&#8217;epoca nel consiglio del <b>BMW Motoclub Provincia Granda<\/b>. L&#8217;idea era di realizzare insieme un <b>raduno dedicato esclusivamente alle K1200LT<\/b> in Piemonte, sulle splendide colline del Monferrato.<\/p>\n<p>Accettammo con entusiasmo e mettemmo in campo tutte le nostre risorse. Chiedemmo e ottenemmo la <b>collaborazione di BMW Italia<\/b>, che accett\u00f2 di <b>avvertire tutto il suo database di proprietari di K1200LT<\/b> dell&#8217;evento. L&#8217;obiettivo era ambizioso: radunare il <b>massimo numero possibile di &#8220;LT&#8221; mai viste insieme<\/b>.<\/p>\n<p>Il risultato super\u00f2 ogni pi\u00f9 rosea aspettativa. A quel raduno, organizzato in maniera impeccabile dal Motoclub Provincia Granda, <b>parteciparono oltre 100 K1200LT<\/b>. Fu uno spettacolo maestoso. Un <b>bel numero di staffette<\/b> fu necessario per gestire e tenere compatto quel <b>lunghissimo, impressionante serpentone di moto<\/b> che si snodava per le strade panoramiche.<\/p>\n<p>Vedere e sentire il <b>rombo sincronizzato di pi\u00f9 di cento di quelle &#8220;astronavi&#8221;<\/b> fu un&#8217;esperienza che chi c&#8217;era non dimenticher\u00e0 mai. Non era solo un raduno; era la <b>celebrazione tangibile di una passione condivisa su scala nazionale<\/b>, e forse mondiale, per quel modello. Fu uno dei <b>traguardi pi\u00f9 visibili e gloriosi<\/b> che il KOG abbia mai raggiunto, e la dimostrazione di cosa si possa fare quando una community solida collabora con un club territoriale organizzato e con il supporto del costruttore.<\/p>\n<p>Le foto di quell&#8217;evento epocale, che testimoniano la maestosit\u00e0 di quel raduno, sono custodite nella nostra Gallery:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/gallery.kog.it\/20062010\/2006\/100606\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/gallery.kog.it\/20062010\/2006\/100606<\/a><\/p>\n<p>Guardandole, si capisce perch\u00e9 il 2006 fu un anno speciale.<\/p>\n<h3>Il Valore dello Stare Insieme<\/h3>\n<p>Nel 2006 il KOG <b>comp\u00ec cinque anni<\/b>. Un traguardo importante per una realt\u00e0 nata dal nulla, che meritava di essere celebrato degnamente. Fin dall&#8217;inizio, non mi ero mai posto il problema di dove saremmo arrivati; vedere consolidarsi i primi cinque anni fu una grande soddisfazione.<\/p>\n<p>Organizzammo quindi una <b>festa vera e propria<\/b>, diversa dai soliti raduni. La location fu la <b>casa di campagna di Massimo (Max)<\/b>, con un grande giardino che molti di noi trasformarono in un <b>campeggio improvvisato con le tende<\/b>, per un&#8217;esperienza pi\u00f9 intima e conviviale. L&#8217;obiettivo non era il giro in moto, ma il ritrovo. Si poteva arrivare anche in macchina, per permettere a tutti, soci e familiari, di partecipare.<\/p>\n<p>E la partecipazione fu <b>massiccia e gioiosa<\/b>. Una <b>mega grigliata in giardino<\/b>, musica, balli fino a notte fonda: l&#8217;atmosfera era quella di una grande festa tra amici. BMW, sempre vicina, ci prest\u00f2 per l&#8217;occasione una <b>HP2<\/b>, l&#8217;endurosportiva di Casa. Diversi di noi provarono l&#8217;<b>ebbrezza (e il fango!)<\/b> di corse stile Parigi-Dakar lungo i viali e i sentieri intorno alla casa di Max. Per fortuna, <b>nessuno fin\u00ec in un canale d&#8217;irrigazione<\/b>!<\/p>\n<p>L&#8217;unico &#8220;antagonista&#8221; della giornata fu il <b>meteo<\/b>, che ci regal\u00f2 <b>piogge torrenziali<\/b> dall&#8217;inizio alla fine. Ma, significativamente, <b>la voglia di stare insieme e il divertimento non ne furono minimamente scalfiti<\/b>. Anzi, quell&#8217;elemento divenne parte del ricordo epico della festa.<\/p>\n<p>Quel format \u2013 la festa in un posto fisso, focalizzata sulla convivialit\u00e0 pi\u00f9 che sul chilometraggio \u2013 piacque cos\u00ec tanto che divenne una tradizione. <b>Nel 2011, sempre nello stesso posto, festeggiammo i 10 anni<\/b>, stavolta con un tempo molto pi\u00f9 clemente ma con <b>la stessa, identica voglia di divertirsi e stare insieme<\/b>. E cos\u00ec fu anche per la <b>festa dei 15 anni<\/b>, un altro successo straordinario.<\/p>\n<p>Queste feste di anniversario rappresentano forse l&#8217;essenza pi\u00f9 pura del KOG: <b>la gioia di essere una comunit\u00e0 che sa celebrare s\u00e9 stessa<\/b>, indipendentemente dalla moto in sella o dal meteo. Sono la prova che l&#8217;amicizia che ci lega \u00e8 la vera forza del gruppo.<\/p>\n<p>Le foto di queste celebrazioni indimenticabili, dai 5 ai 15 anni, sono custodite nella nostra Gallery:<\/p>\n<ul>\n<li aria-level=\"1\"><b>5 anni<\/b>: <a href=\"https:\/\/gallery.kog.it\/20062010\/2006\/160906\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/gallery.kog.it\/20062010\/2006\/160906<\/a><\/li>\n<li aria-level=\"1\"><b>10 anni<\/b>: <a href=\"https:\/\/gallery.kog.it\/20112015\/2011\/180611\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/gallery.kog.it\/20112015\/2011\/180611<\/a><\/li>\n<li aria-level=\"1\"><b>15 anni<\/b>: <a href=\"https:\/\/gallery.kog.it\/20162020\/2016\/250616\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/gallery.kog.it\/20162020\/2016\/250616<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<h3>Un Ringraziamento che Arriva da Monaco<\/h3>\n<p>Nel 2006, sull&#8217;onda delle celebrazioni per il quinquennale, decidemmo di realizzare qualcosa di speciale e duraturo: <b>il &#8220;Libro dei 5 Anni del KOG&#8221;<\/b>. Fu un&#8217;opera bellissima, curata da <b>Ottavio Celli<\/b>, in grande formato e con una copertina spettacolare, che raccontava per <b>immagini tutti gli eventi<\/b> dei nostri primi cinque anni di vita.<\/p>\n<p>Era un&#8217;opera di una <b>eleganza, completezza e classe senza precedenti<\/b> nel nostro ambiente. Un lavoro eccelso che diede lustro e prestigio al gruppo. Non lo realizzammo solo per i nostri soci; lo pensammo anche come un <b>omaggio raffinato per tutte le personalit\u00e0<\/b> che avevamo incontrato e che volevamo ringraziare, e che avremmo incontrato in futuro.<\/p>\n<p>Grazie a <b>Danilo Sgorbati<\/b> \u2013 il capo di BMW Motorrad Italia di cui ho gi\u00e0 parlato \u2013 riuscii a far pervenire una copia di questo libro a <b>Herbert Diess<\/b>, all&#8217;epoca <b>General Director di BMW Motorrad a Monaco di Baviera<\/b>.<\/p>\n<p>Non mi aspettavo nulla in cambio. Fu quindi <b>grandissima la mia sorpresa<\/b> quando, ai primi di luglio del 2007, mi arriv\u00f2 una <b>lettera personale firmata da lui<\/b>, che conservo ancora con orgoglio. La lettera recitava:<\/p>\n<p><em>Dear Andrea and dear KOG Members<\/em><\/p>\n<p><em>it was a pleasure to receive a copy of your wonderful picture book. The emotions I could recognise looking through the pages witness undoubtedly your passion for BMW Motorrad.<\/em><\/p>\n<p><em>Your enthusiasm for a BMW motorcycle that incorporates all our commitment to deliver the best \u201cPiacere di guidare\u201d motivates us all to work even harder and better in the future.<\/em><\/p>\n<p><em>I wish you all the best and look forward to meet you personally, maybe already at the upcoming \u201cBMW Motorrad Days 2007\u201d in Garmisch-Partenkirchen.<\/em><\/p>\n<p><em>Yours sincerely<\/em><\/p>\n<p><em>Herbert Diess<\/em><\/p>\n<p>Inutile dire che fu <b>un&#8217;emozione enorme<\/b>. Condivisi immediatamente questa testimonianza di stima con tutti i soci, pubblicando la lettera per intero sul sito.<\/p>\n<p>Fu l&#8217;<b>apice del riconoscimento istituzionale<\/b>, la prova che anche un&#8217;azienda globale come BMW poteva avvicinarsi e apprezzare una community di appassionati, se si riusciva a interfacciarsi con le persone giuste e a presentarsi nel modo giusto. Dopo questo episodio, riuscimmo a mantenere questo canale diretto solo in parte, ma quella lettera rimane un <b>documento storico<\/b> per il KOG, un sigillo su un periodo d&#8217;oro.<\/p>\n<h3>L&#8217;Anno della Svolta &#8211; Crisi, Scelte e Nuovo Corso<\/h3>\n<p>Il 2007 fu un anno di <b>grandi sconvolgimenti e decisioni epocali<\/b> per il KOG. Erano passati solo sei anni dalla fondazione, ma una sorta di <b>&#8220;crisi del settimo anno&#8221;<\/b> si fece sentire in anticipo, con tutto il suo peso.<\/p>\n<p>Per capire, bisogna fare un passo indietro. Per cercare di <b>preservare l&#8217;identit\u00e0 mono-marca\/mono-modello<\/b> del gruppo, d&#8217;accordo con il Consiglio, avevamo attuato una politica rigida verso i soci che passavano alla Goldwing. Venivano <b>retrocessi allo status di &#8220;Ospiti&#8221;<\/b>, perdendo l&#8217;accesso all&#8217;area riservata del sito e, ovviamente, non potendo pi\u00f9 partecipare ai raduni specifici per K1200LT o a quelli in collaborazione con BMW.<\/p>\n<p>Era una regola che, per\u00f2, <b>indispettiva molti e creava un punto dolente<\/b>. Spesso si trattava di amici storici, e <b>perderli come compagni di viaggio solo per un cambio di moto<\/b> cominciava a sembrare ingiusto e contrario allo spirito di amicizia che ci aveva uniti.<\/p>\n<p>Verso i primi di novembre del 2007, dopo molte riflessioni, presi una <b>decisione coraggiosa e di svolta<\/b>: <b>riaprire i confini<\/b>. Ristabilii lo <b>status di soci a tutti gli effetti anche per coloro che erano passati alla Goldwing<\/b>. Era il momento di riconoscere che le <b>persone valgono pi\u00f9 del marchio sulla moto<\/b>.<\/p>\n<p>Proprio in quel momento, per\u00f2, <b>salt\u00f2 fuori una notizia inaspettata e spiacevole<\/b>. Due soci del KOG (uno dei quali era addirittura nel Consiglio Direttivo) avevano, di punto in bianco, <b>creato un gruppo parallelo chiamato &#8220;bikerfriends&#8221;<\/b>, dichiaratamente dedicato a chi voleva lasciare il KOG perch\u00e9 in possesso di una Goldwing.<\/p>\n<p>L&#8217;atto fu <b>quantomeno inopportuno e poco leale<\/b>, soprattutto da parte di un consigliere che avrebbe dovuto tutelare gli interessi del gruppo. Per questo, <b>i due furono esclusi dal KOG<\/b>. L&#8217;avventura del sito &#8220;bikerfriends&#8221; dur\u00f2 ben poco, nata su un malinteso e senza una vera base solida su cui costruire.<\/p>\n<p>Ma le turbolenze non finirono qui. In quel periodo si era creato un <b>certo malcontento verso il Consiglio Direttivo<\/b>. Il problema non era ci\u00f2 che facevano (il loro lavoro era stato encomiabile), ma la loro <b>legittimazione<\/b>. Non erano eletti dai soci, ma da me personalmente. Quel &#8220;potere&#8221; che conferivo (che in realt\u00e0 era solo un onere e l&#8217;accesso a un forum riservato per le decisioni) <b>non veniva visto di buon occhio da una parte dei soci<\/b>.<\/p>\n<p>Inoltre, l&#8217;organizzazione degli eventi stava cambiando. I <b>raduni cominciavano sempre pi\u00f9 spesso a essere creati e gestiti direttamente dai singoli soci<\/b>, in modo spontaneo, rendendo la funzione centrale del Consiglio <b>progressivamente ridondante<\/b>.<\/p>\n<p>Davanti a questo quadro, presi un&#8217;altra decisione importante. <b>Nel 2007, sciolsi il Consiglio Direttivo<\/b>. Decisi di <b>rimanere da solo alla guida operativa e strategica del KOG<\/b>, continuando ovviamente ad <b>accettare e valorizzare i consigli e i suggerimenti di tutti i soci<\/b>, come ho sempre fatto. Era il ritorno a una gestione pi\u00f9 snella e diretta, che rispecchiasse la nuova fase di maturit\u00e0 e di iniziativa diffusa all&#8217;interno della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Fu un anno difficile, ma necessario. Come un albero che pota i rami secchi per crescere pi\u00f9 forte, il KOG usc\u00ec da quel 2007 con un&#8217;identit\u00e0 pi\u00f9 chiara (aperta alle persone, non solo alle moto) e una struttura pi\u00f9 agile, pronta per il futuro.<\/p>\n<h3>Qualit\u00e0 sopra la Quantit\u00e0<\/h3>\n<p>Per anni avevo <b>sostenuto personalmente tutte le spese<\/b> dell&#8217;apparato tecnologico del KOG \u2013 server, dominio, sviluppo \u2013 aiutato solo da alcune donazioni spontanee. Ma la decisione di rendere il forum a pagamento, a partire dal <b>1\u00b0 gennaio 2008<\/b>, non fu motivata principalmente da ragioni economiche. Fu una scelta fatta <b>nell&#8217;interesse della comunit\u00e0 stessa<\/b>.<\/p>\n<p>Fino a quel momento, <b>chiunque poteva iscriversi al forum e fare quasi ci\u00f2 che voleva<\/b>. L&#8217;unica regola ferrea che impongo era di <b>usare come avatar una foto del proprio viso<\/b>. Ho sempre odiato l&#8217;anonimato online, che crea pi\u00f9 problemi di quanti ne risolva. Volevo che le discussioni fossero tra persone reali, con un volto.<\/p>\n<p>Tuttavia, c&#8217;era un problema sempre pi\u00f9 evidente: <b>si iscrivevano tantissime persone che poi non scrivevano mai, non partecipavano<\/b>. Il forum rischiava di diventare un cimitero di account inattivi. Il mio scopo non era avere <b>migliaia di iscritti &#8220;sulla carta&#8221;<\/b> se poi alle discussioni partecipavano sempre le stesse 50 persone attive.<\/p>\n<p>Ho sempre preferito, e scelto, la <b>qualit\u00e0 alla quantit\u00e0<\/b>. Preferivo <b>avere 50 persone iscritte che partecipano perch\u00e9 l&#8217;argomento le interessa davvero, piuttosto che 500 fantasmi<\/b>.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che presi la decisione: il forum sarebbe diventato <b>a pagamento<\/b>. La quota fu fissata in <b>25 Euro all&#8217;anno<\/b> (dal 2023 \u00e8 passata a 30 Euro\/anno), una cifra <b>assolutamente alla portata di tutti<\/b>, ma con una funzione precisa: <b>selezionare<\/b>. Chi non era realmente interessato al nostro progetto, alle nostre discussioni, alla nostra comunit\u00e0, semplicemente <b>non si sarebbe iscritto<\/b>. Gli iscritti, quindi, sarebbero stati per definizione quelli <b>motivati a partecipare<\/b>.<\/p>\n<p>La mossa <b>funzion\u00f2 esattamente come previsto<\/b>. Oltre a creare una <b>piccola cassa comune<\/b> per sostenere le attivit\u00e0 (organizzazione eventi, adesivi, infrastruttura tecnica), serv\u00ec da <b>filtro naturale e molto efficace<\/b>. Tenne alla larga i curiosi occasionali e consolid\u00f2 il forum come <b>luogo vivo e partecipato di chi ci teneva davvero<\/b>. Era la formalizzazione di un principio che aveva sempre guidato il KOG: non siamo un numero, siamo una comunit\u00e0 di persone coinvolte.<\/p>\n<h3>Ritrovare la Piena Indipendenza<\/h3>\n<p>Attorno al 2007, le cose in BMW iniziarono a cambiare. Ma pi\u00f9 che le &#8220;cose&#8221;, a cambiare furono <b>le persone<\/b>, i nostri punti di riferimento.<\/p>\n<p><b>Gege e Popi<\/b> non erano pi\u00f9 ai vertici del BMW Motoclub Italia. E da BMW se n&#8217;era andato anche <b>Danilo Sgorbati<\/b>, l&#8217;uomo che ci aveva presentato in esclusiva la nuova K1200LT del 2004, approdando in Ducati con lo stesso ruolo di direttore marketing.<\/p>\n<p>Questo <b>cambio generazionale e di volto<\/b> port\u00f2, quasi inevitabilmente, a un <b>progressivo scollamento<\/b> tra il KOG e la Casa madre. Si dimostr\u00f2 vera, in negativo, la mia convinzione di sempre: <b>sono le persone a fare le aziende e le relazioni<\/b>. I contatti, prima frequenti e produttivi, si fecero pi\u00f9 radi fino a annullarsi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, <b>per noi non fu una tragedia<\/b>. Semplicemente, un&#8217;era di stretta collaborazione si chiudeva. Il <b>supporto logistico o promozionale di BMW per alcuni raduni<\/b> cess\u00f2, ma anche noi, nel frattempo, <b>avevamo cambiato modo di organizzarci<\/b>. I raduni non erano pi\u00f9 gestiti solo dal Consiglio, ma <b>sempre pi\u00f9 spesso organizzati in autonomia dai soci locali<\/b>, con ottimi risultati.<\/p>\n<p>Col senno di poi, ritengo che quel <b>distacco fosse comunque inevitabile e, forse, salutare<\/b>. Non eravamo mai stati un gruppo controllato da BMW, e questo ci aveva permesso di fare sempre ci\u00f2 che era <b>meglio per noi, non per loro<\/b>. Certo, quando accettavamo il loro supporto per un evento, dovevamo rispettare le loro regole (niente Goldwing, ad esempio). Ma era uno scambio.<\/p>\n<p>Con quel distacco, <b>ritrovammo una libert\u00e0 d&#8217;azione assoluta<\/b>. Ho sempre tenuto moltissimo alla nostra <b>indipendenza<\/b>. E indipendenza non significa solo &#8220;fare quello che si vuole&#8221;, ma <b>poter decidere in piena autonomia per il bene del gruppo<\/b>, senza influenze esterne o interessi superiori che non fossero quelli della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo non signific\u00f2 rompere ogni ponte. In seguito, ricontattai BMW attraverso i nuovi responsabili della stampa e delle pubbliche relazioni. Da allora, <b>si instaur\u00f2 una buona e proficua collaborazione a livello di interscambio di informazioni e comunicazioni<\/b>, pi\u00f9 snella e professionale, che dura ancora oggi. Era il passaggio da una relazione &#8220;speciale&#8221; e personale a una pi\u00f9 istituzionale e matura, che ben si adattava al KOG ormai adulto e autonomo.<\/p>\n<h3>La Fine di un&#8217;Icona e la Nascita dei &#8220;Luxury Tourers&#8221;<\/h3>\n<p>Fin dalla presentazione del nuovo modello di K1200LT nel 2003, su forum e mailing list <b>avevamo discusso all&#8217;infinito<\/b> di come sarebbe stata la futura KLT. Danilo Sgorbati ci aveva detto che non sarebbe uscita prima del 2009. Nessuno gli credeva, ma <b>la storia gli avrebbe dato ragione<\/b>, anche se nel modo pi\u00f9 inaspettato.<\/p>\n<p>Nell&#8217;autunno del 2010, BMW present\u00f2 la <b>K1600GT e GTL<\/b>, definite dalla Casa come le <b>eredi della K1200LT<\/b>. Erano moto <b>completamente diverse sotto ogni aspetto<\/b>: sei cilindri in linea, motore anteriore, linee aggressive. Il colpo di scena fu che, presentando la nuova, BMW <b>dismetteva ufficialmente la K1200LT<\/b>. Il modello che aveva dato i natali al KOG <b>usciva di produzione e cessava di esistere<\/b>.<\/p>\n<p>Che fare? Fu un momento di <b>smarrimento e riflessione profonda<\/b>.<\/p>\n<p>Presi subito una decisione strategica: <b>erede o non erede, il KOG doveva aprirsi alla K1600<\/b>. Sorgeva per\u00f2 un problema pratico e simbolico: il nostro nome e il nostro logo contenevano la scritta <b>&#8220;K1200LT Owners Group&#8221;<\/b>, ora anacronistica.<\/p>\n<p>Ero certo di una cosa: se ci fossimo <b>fossilizzati su un modello non pi\u00f9 in produzione<\/b>, il KOG sarebbe morto nel medio periodo. L&#8217;usato poteva dare un volano, ma prima o poi le moto sarebbero diventate troppo vecchie e la gente avrebbe preso altre strade.<\/p>\n<p>La decisione non fu facile, soprattutto per le <b>reazioni forti di molti soci &#8220;talebani&#8221;<\/b>, che non accettavano la K1600 come erede, vedendola come una moto completamente diversa. Era una <b>questione di punti di vista<\/b>. BMW ragionava da marketing, ma la moto \u00e8 <b>passione<\/b>, e la passione spesso si ribella alle etichette del marketing.<\/p>\n<p>In quel periodo, BMW stava <b>cambiando decisamente rotta<\/b>, producendo modelli che rompevano con la tradizione e puntavano ai volumi di vendita. D&#8217;altronde, in fondo, BMW \u00e8 un&#8217;azienda, e i numeri delle vendite delle KLT negli ultimi anni erano diventati davvero esigui.<\/p>\n<p>Molti di noi, me compreso, vedevano nella KLT <b>l&#8217;eterna antagonista della Goldwing<\/b>, un&#8217;icona senza tempo (come la Porsche 911) che sarebbe durata per sempre. BMW, ovviamente, non la pensava come noi.<\/p>\n<p>Andammo in <b>&#8220;pellegrinaggio&#8221; al Salone di Colonia<\/b> per vedere la K1600. Non provoc\u00f2 in molti quell&#8217;<b>entusiasmo immediato e travolgente<\/b> che aveva avuto la KLT. Le reazioni furono miste: a molti piacque, ad altri no, ad altri ancora lasci\u00f2 indifferenti. Ma la strada era tracciata e dovevamo farcene una ragione.<\/p>\n<p>Il passo successivo era inevitabile. Il marchio KOG <b>doveva evolversi, svincolandosi da un modello specifico<\/b>. Presi quindi la decisione di <b>sostituire la scritta &#8220;K1200LT Owners Group&#8221; con &#8220;Luxury Tourers&#8221;<\/b>. Volevo indicare che il KOG prediligeva <b>un certo modo di andare in moto<\/b> \u2013 il turismo di lusso, confortevole, tecnologico \u2013 che, secondo me, <b>era ben rappresentato anche dalla neonata K1600<\/b>.<\/p>\n<p>Per altri soci, per\u00f2, il vero concetto di &#8220;Luxury Tourer&#8221; in ambito BMW <b>era morto con la KLT<\/b>. Per loro, l&#8217;unica vera alternativa divenne sempre pi\u00f9 chiaramente il <b>passaggio alla Goldwing<\/b>. La comunit\u00e0 iniziava a dividersi non su questioni di amicizia, ma di filosofia meccanica. Una nuova era, piena di dibattiti, era iniziata.<\/p>\n<h3>Lo Sdoganamento Definitivo &#8211; Parit\u00e0 per le Goldwing<\/h3>\n<p>Dopo la presentazione della K1600, molti dei nostri soci pi\u00f9 legati allo spirito originario <b>attesero invano<\/b> che BMW annunciasse una nuova KLT, una vera erede di quel concetto. Ma fu un&#8217;attesa vana.<\/p>\n<p>Per loro, la K1600GTL <b>non era mai stata accettata<\/b> come sostituta. Le ragioni erano estetiche, ma soprattutto filosofiche: secondo loro, <b>non rappresentava il concetto di &#8220;Luxury Touring&#8221;<\/b> che la KLT aveva incarnato e portato avanti per anni. \u00c8 un concetto difficile da spiegare a chi non lo sente, ma per gli appassionati, la KLT era, con la sua eleganza pi\u00f9 austera, <b>sullo stesso piano della Goldwing<\/b>. La K1600, invece, no.<\/p>\n<p>Chi amava quel tipo specifico di moto \u2013 grande, imponente, cabina di guida \u2013 si trov\u00f2 <b>spaesato<\/b>. L&#8217;unica vera rappresentante rimasta di quel segmento era la <b>Honda Goldwing<\/b>.<\/p>\n<p>Le ultime speranze si spensero definitivamente quando, a fine novembre 2013, BMW present\u00f2 la <b>K1600GTL Exclusive<\/b>, annunciata come il modello &#8220;estremamente lussuoso&#8221;. Nella realt\u00e0, <b>restava una GTL<\/b> (seppur pi\u00f9 accessoriata e costosa), non la rinascita della KLT.<\/p>\n<p>Fu a quel punto che <b>molti dei nostri soci presero la decisione, ragionata e definitiva, di passare alla Goldwing<\/b>. Si sa, ognuno ha la sua moto ed \u00e8 inutile discuterne (anche se sul forum, per scherzo, lo facciamo in continuazione).<\/p>\n<p>Davanti a questo scenario, presi la <b>decisione logica e necessaria<\/b> di <b>formalizzare l&#8217;assoluta parit\u00e0 all&#8217;interno del KOG tra i possessori di K1600 e di Goldwing<\/b>. In realt\u00e0, questa parit\u00e0 <b>era gi\u00e0 prassi comune da tempo<\/b> nello spirito e nella partecipazione agli eventi; non feci altro che <b>scrivere nero su bianco quello che gi\u00e0 avveniva<\/b>.<\/p>\n<p>Rimase, per\u00f2, una connotazione importante: il KOG <b>mantenne la sua focalizzazione sul mondo BMW K1600<\/b> come moto &#8220;di riferimento&#8221; per le nuove iscrizioni. Una focalizzazione <b>dobbiamo averla<\/b>, non possiamo essere un gruppo generalista. Ma per coloro che, partendo da una BMW, avevano compiuto quella scelta per fedelt\u00e0 a una filosofia di viaggio, <b>le porte rimasero spalancate e la loro posizione fu pienamente legittimata<\/b>.<\/p>\n<p>Era il compromesso perfetto: <b>mantenere un&#8217;identit\u00e0 tecnica chiara per il futuro<\/b>, ma <b>riconoscere e onorare la storia e le scelte di chi aveva costruito il KOG<\/b>, a prescindere dal marchio sulla carena. La filosofia del viaggio aveva infine vinto su ogni purismo.<\/p>\n<h3>Il nostro Motto &#8211; &#8220;No Ordinary Bikers&#8221;<\/h3>\n<p>Dopo aver formalizzato lo &#8220;sdoganamento&#8221; delle Goldwing e aver raggiunto quell&#8217;equilibrio unico, sentii il bisogno di <b>aggiornare anche il nostro slogan<\/b>. Volevo qualcosa che sottolineasse, una volta per tutte, <b>quanto fossimo diversi da qualsiasi altro gruppo<\/b> motociclistico.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la dicitura <b>&#8220;Luxury Tourers&#8221;<\/b> \u2013 che descriveva cosa guidavamo \u2013 fu sostituita da una frase che descrive <b>chi siamo<\/b>: <b>&#8220;No Ordinary Bikers&#8221;<\/b>.<\/p>\n<p>Non che &#8220;Luxury Tourers&#8221; non andasse bene, ma volevo qualcosa di <b>pi\u00f9 incisivo, pi\u00f9 identitario<\/b>. La spinta mi venne anche dalle osservazioni di molti nuovi iscritti, che mi facevano notare una cosa importante: <b>&#8220;Nel KOG si respira un&#8217;atmosfera che non ho trovato in nessun altro gruppo in cui sono stato&#8221;<\/b>.<\/p>\n<p>Ne ero certo. Ed era la <b>conferma pi\u00f9 bella<\/b> di quello che avevo sempre pensato e cercato di costruire.<\/p>\n<p>Questa <b>combinazione unica di BMW e Goldwing<\/b>, dove non c&#8217;erano fazioni ma solo amici che si divertivano insieme, mi ricordava <b>lo spirito delle &#8220;compagnie&#8221; spensierate di quando eravamo ragazzi<\/b>. Non era un club formale; era un gruppo di persone legate da uno stile di vita e di viaggio.<\/p>\n<p>Fu questa consapevolezza a portarmi a scegliere <b>&#8220;No Ordinary Bikers&#8221;<\/b> come claim principale del gruppo. E trovo che sia <b>azzeccatissimo<\/b>. Non parla di cilindrate o di modelli. Parla di <b>noi<\/b>. Della nostra scelta di non essere motociclisti &#8220;ordinari&#8221;, n\u00e9 per le moto che guidiamo, n\u00e9, soprattutto, <b>per il modo in cui abbiamo deciso di condividerne la passione<\/b>.<\/p>\n<h3>Il PorKOG &#8211; L&#8217;Evento che Celebra l&#8217;Amicizia (e il Buon Cibo)<\/h3>\n<p>Il PorKOG \u00e8 la dimostrazione che i migliori eventi a volte <b>nascono per caso<\/b>, e che il successo pi\u00f9 duraturo pu\u00f2 venire da qualcosa che <b>non \u00e8 nemmeno prettamente motociclistico<\/b>.<\/p>\n<p>Tutto ebbe inizio nel 2004. Un nostro socio di Modena, che gestisce un salumificio, ebbe l&#8217;idea di organizzare una festa nella sua <b>casa di campagna con un grande giardino e una piscina<\/b>. L&#8217;evento era incentrato su una cosa semplice e buona: <b>la carne di maiale<\/b>. Da l\u00ec, il nome giocoso: <b>PorKOG<\/b>.<\/p>\n<p>La filosofia era (ed \u00e8) chiara: <b>ci si pu\u00f2 arrivare in macchina o in moto<\/b>, non ci sono tour prestabiliti. \u00c8 <b>sostanzialmente una grande festa in relax<\/b>, un ritrovo per stare tutti insieme, famiglie incluse, a chiacchierare, mangiare bene e godersi la giornata a bordo piscina.<\/p>\n<p>Questo evento, che abbiamo ripetuto con gioia ogni anno e continueremo a ripetere, \u00e8 diventato <b>il pi\u00f9 atteso da tutti i soci<\/b>. Perch\u00e9? Perch\u00e9 <b>catalizza qualcosa di pi\u00f9 profondo del semplice giro in moto<\/b>: \u00e8 la <b>celebrazione della comunit\u00e0, dell&#8217;amicizia e del tempo spensierato<\/b> passato in compagnia delle persone care.<\/p>\n<p>Quindi, se sentirete ancora parlare di PorKOG &#8211; adesso \u00e8 un po\u2019 di tempo che non lo facciamo pi\u00f9 per motivi contingenti &#8211; , <b>non esitare neppure un attimo a iscriverti<\/b>. Non \u00e8 solo un raduno; \u00e8 un <b>appuntamento con il cuore del KOG<\/b>. E ne vale sempre, assolutamente, la pena.<\/p>\n<h3>Il Natale del KOG<\/h3>\n<p>Fin dagli albori del gruppo, un evento che si \u00e8 sempre ripetuto ogni anno, salvo una pausa forzata dovuta al Covid, \u00e8 stato il <b>Natale tutti assieme<\/b>. Iniziato come Cena di Natale e portato avanti per moltissimi anni in questo formato, <b>\u00e8 stato poi trasformato nel Pranzo di Natale<\/b>, sicuramente meno impegnativo a livello logistico e, perch\u00e9 no, anche economico.<\/p>\n<p>Si tiene solitamente tra la fine di novembre e l\u2019inizio di dicembre ed \u00e8 un momento di condivisione, non un raduno motociclistico vero e proprio dato il periodo, in cui cercano di essere presenti tutti per scambiare gli auguri di Natale e salutarci prima dell\u2019anno nuovo. Nel 2025 abbiamo raggiunto il record di presenze con quasi 90 persone tra soci e familiari, un traguardo che la dice lunga sui legami che si sono creati e che vanno molto spesso al di l\u00e0 del semplice incontro in moto.<\/p>\n<h3>Quirinale e Castel Porziano<\/h3>\n<p>Nel 2014, un&#8217;esclusiva opportunit\u00e0 nata grazie a uno dei nostri soci, ci ha permesso di organizzare un raduno straordinario, destinato a rimanere nella storia del nostro gruppo. Nonostante la sua peculiare natura &#8220;appiedata&#8221;, che aggiungeva un tocco di avventura e scoperta passo dopo passo, l&#8217;evento si trasform\u00f2 in un vero e proprio viaggio nel cuore istituzionale e simbolico dell&#8217;Italia.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza ha preso il via con una visita al Palazzo del Quirinale, ma non con un normale tour. Ad accompagnarci avevamo una guida d&#8217;eccezione, che ci ha aperto le porte di stanze, saloni e percorsi normalmente inaccessibili al grande pubblico. Abbiamo attraversato corridoi impregnati di storia, ammirando da vicino capolavori artistici e architettonici, mentre la narrazione della nostra guida faceva rivivere secoli di vicende politiche e di rappresentanza.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;unicit\u00e0 di quella giornata andava ben oltre la residenza presidenziale. La vera perla rara fu l&#8217;accesso alla Caserma &#8220;Sandro Fuga&#8221; dei Corazzieri, il leggendario Reggimento della Guardia d&#8217;Onore del Presidente della Repubblica. Qui, immersi in un&#8217;atmosfera di rigore e tradizione secolare, abbiamo compreso da vicino l&#8217;addestramento, la dedizione e lo spirito di corpo di questi soldati. Visitare il loro Museo interno \u00e8 stata un&#8217;emozione unica: tra armature storiche, divise d&#8217;epoca e cimeli, abbiamo ripercorso l&#8217;evoluzione di un corpo che \u00e8 simbolo vivente di continuit\u00e0 e fedelt\u00e0 allo Stato.<\/p>\n<p>La giornata, all&#8217;insegna della scoperta e della condivisione, ha trovato il suo degno coronamento nella cornice suggestiva della Tenuta Presidenziale di Castel Porziano. Il pranzo conviviale in quel luogo, immerso in una delle pi\u00f9 vaste aree verdi protette d&#8217;Europa, non \u00e8 stato solo un momento di ristoro, ma l&#8217;ideale continuazione di un itinerario d&#8217;eccellenza. \u00c8 stata l&#8217;occasione per rielaborare insieme le intense emozioni vissute, rafforzando i legami del gruppo.<\/p>\n<p>Quei giorni sono stati molto pi\u00f9 di una semplice gita. Hanno incarnato appieno lo stile KOG: la ricerca dell&#8217;accesso privilegiato, il desiderio di approfondire la storia oltre la superficie, la passione per i dettagli che rendono unico un luogo iconico, e soprattutto, il piacere di condividere queste esperienze straordinarie in un clima di cameratismo e curiosit\u00e0. Non abbiamo visitato solo dei monumenti; abbiamo vissuto un&#8217;esperienza immersiva negli ambienti pi\u00f9 rappresentativi della Repubblica, un ricordo che ogni partecipante custodisce con particolare orgoglio e nostalgia.<\/p>\n<h3>Oltre i Confini &#8211; L&#8217;International Meeting<\/h3>\n<p>L&#8217;<b>International Meeting<\/b> \u00e8 la prova che le amicizie nate sulla passione possono superare facilmente i confini nazionali. \u00c8 un evento nato <b>quasi per gioco nel 2011<\/b>.<\/p>\n<p>Avevamo organizzato un raduno in Liguria, quando alcuni <b>amici spagnoli<\/b> di un gruppo simile al nostro, che si trovavano nei paraggi, sono venuti a conoscenza dell\u2019evento. <b>Hanno voluto assolutamente fare presenza<\/b>. \u00c8 stato cos\u00ec che <b>abbiamo ribattezzato quell&#8217;evento &#8220;International Meeting&#8221;<\/b> e ci siamo dati appuntamento per l&#8217;anno successivo in Spagna, per ricambiare l&#8217;invito.<\/p>\n<p>Da quel gesto spontaneo \u00e8 nata una <b>tradizione annuale. <\/b>Si \u00e8 creato un giro che ha alternato <b>Italia, Spagna e Portogallo<\/b>, unendo tre comunit\u00e0 di &#8220;Luxury Tourers&#8221;.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre stata una ricorrenza bellissima per molte ragioni. Ci ha permesso di <b>mantenere i contatti con amici oltreconfine e di conoscerne sempre di nuovi<\/b>. Ma soprattutto, ci ha regalato l&#8217;opportunit\u00e0 unica di <b>visitare posti incantevoli con la guida di &#8220;locali&#8221;<\/b> che ci hanno svelato angoli nascosti e percorsi che da soli non avremmo scoperto mai.<\/p>\n<p>Alcune edizioni sono rimaste nella storia: <b>quello a Barcellona e Girona<\/b>, e quello organizzato da noi a <b>Bergamo<\/b>, dove si sono radunate <b>oltre 100 moto<\/b> tra il gruppo italiano e quello spagnolo.<\/p>\n<p>Nel 2023, grazie all\u2019attivit\u00e0 incredibile di Tommaso e prendendo spunto dall\u2019assenza del gruppo spagnolo, abbiamo organizzato l\u2019International Meeting a <b>Pisa<\/b> con un\u2019impronta pi\u00f9 internazionale e non legata ai singoli paesi che l\u2019avevano ospitato fino a quel momento. \u00c8 stato un incredibile successo con <b>pi\u00f9 di 100 moto provenienti da tutta Europa<\/b> nella bellissima cornice di Pisa, con visita alle Cave di Marmo di Carrare e cena all\u2019Ippodromo nella Tenuta di San Rossore e il <b>supporto ufficiale di BMW Motorrad Italia<\/b>.<\/p>\n<p>Nel 2024 \u00e8 stata la volta di <b>Chaves in Portogallo<\/b> dove \u00e8 stata mantenuta l\u2019impronta internazionale e anche il numero di moto presenti.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019International Meeting non si tiene pi\u00f9 perch\u00e9 il numero di moto richiederebbe uno spiegamento di forze che non siamo pi\u00f9 in grado di sostenere e, piuttosto che creare un evento non all\u2019altezza, abbiamo preferito sospenderlo.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 detta l\u2019ultima parola\u2026<\/p>\n<h3>Una seconda anteprima assoluta in BMW<\/h3>\n<p>Nel 2022 BMW ha presentato il restyling della K1600 e, grazie al solido rapporto che ci lega a BMW, siamo stati invitati a <b>vedere e toccare la moto in anteprima presso la sede di BMW Italia<\/b> a San Donato Milanese. Un folto gruppo di soci si \u00e8 quindi trovato in BMW dove tutti i nuovi modelli, ancora non rilasciati ai concessionari e quindi visti solo in foto, facevano bella mostra di s\u00e9 con il relativo product manager che ci ha spiegato nel dettaglio tutte le novit\u00e0 che ci aspettavano.<\/p>\n<h3>Gli eventi di 25 anni<\/h3>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Anno<\/th>\n<th>Numero Eventi<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>2001<\/td>\n<td>3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2002<\/td>\n<td>13<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2003<\/td>\n<td>15<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2004<\/td>\n<td>20<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2005<\/td>\n<td>16<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2006<\/td>\n<td>23<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2007<\/td>\n<td>25<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2008<\/td>\n<td>18<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2009<\/td>\n<td>12<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2010<\/td>\n<td>10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2011<\/td>\n<td>13<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2012<\/td>\n<td>21<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2013<\/td>\n<td>19<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2014<\/td>\n<td>12<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2015<\/td>\n<td>18<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2016<\/td>\n<td>18<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2017<\/td>\n<td>18<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2018<\/td>\n<td>14<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2019<\/td>\n<td>15<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2020<\/td>\n<td>7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2021<\/td>\n<td>8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2022<\/td>\n<td>9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2023<\/td>\n<td>8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2024<\/td>\n<td>8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2025<\/td>\n<td>8<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3>Il KOG Oggi &#8211; Una Comunit\u00e0 Viva e Consapevole<\/h3>\n<p>Oggi il KOG \u00e8 una <b>comunit\u00e0 viva e strutturata<\/b>, che ruota attorno a un <b>nucleo digitale solido<\/b> ma che esiste e prospera grazie all&#8217;<b>iniziativa personale e alla passione<\/b> dei suoi soci.<\/p>\n<p>Il punto di partenza \u00e8 il nostro <b>sito internet, www.kog.it<\/b>, che contiene tutte le informazioni sul gruppo e ampie sezioni dedicate alle nostre moto di riferimento, la K1200LT e la K1600 e anche la neonata R1300RT. Qui si trova anche il <b>calendario completo<\/b> degli eventi annuali.<\/p>\n<p>Il <b>cuore pulsante<\/b> della comunit\u00e0, per\u00f2, \u00e8 il <b>forum (forum.kog.it)<\/b>. \u00c8 il luogo dove <b>ci scambiamo pareri, impressioni, consigli<\/b> e dove ci teniamo in contatto quotidianamente. \u00c8 la piazza virtuale da cui <b>partono le idee per i raduni e gli eventi<\/b>. Una parte del forum \u00e8 visibile a tutti, ma per partecipare attivamente e accedere a tutti i contenuti \u00e8 necessario essere soci iscritti e versare la piccola quota annuale.<\/p>\n<p>La nostra <b>memoria storica collettiva<\/b> \u00e8 invece custodita nella <b>Gallery (gallery.kog.it)<\/b>, che raccoglie le foto di tutti i nostri eventi dal 2001 a oggi. \u00c8 un archivio incredibile, che spesso consultiamo con piacere e un po&#8217; di nostalgia.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi dice che il KOG sia <b>troppo incentrato su internet<\/b>. La verit\u00e0 \u00e8 che <b>senza internet, il KOG non potrebbe esistere<\/b>. Con i soci sparsi in tutta Italia e all&#8217;estero, \u00e8 la rete che ci permette di <b>tenerci in contatto costante, scambiarci informazioni e organizzarci<\/b>, limitando al massimo gli spostamenti &#8220;a vuoto&#8221; e le lunghe comunicazioni telefoniche.<\/p>\n<p>Ma questo <b>non significa che tutto si risolva online<\/b>. Al contrario! Il motivo per cui i nostri raduni funzionano cos\u00ec bene \u00e8 proprio perch\u00e9 <b>sono quasi sempre organizzati da soci del posto<\/b>. Solo chi conosce il territorio pu\u00f2 svelare <b>ristoranti nascosti, strade panoramiche e location speciali<\/b>, dopo aver provato e riprovato i percorsi. C&#8217;\u00e8 un <b>lavoro enorme, fatto di passione pura<\/b>, dietro ogni evento. Per questo, <b>non smetter\u00f2 mai di ringraziare<\/b> chiunque si adoperi per far funzionare tutto al meglio. Con la stessa benevolenza, va visto qualsiasi <b>imprevisto o contrattempo<\/b>:<\/p>\n<p>Oggi nel KOG sono presenti <b>molte Goldwing<\/b>, tutte di soci che prima avevano una K1200LT o una K1600, ma anche altre moto turistiche, perch\u00e9 la nostra matrice \u00e8 questa. Questo <b>d\u00e0 fastidio a qualcuno<\/b>, e alcuni hanno anche lasciato il gruppo per questo motivo. Se devo essere sincero, <b>non ne condivido le motivazioni<\/b>.<\/p>\n<p>Pur essendo un gruppo che si caratterizza per la dedizione alla <b>K1600 come moto di riferimento per le nuove iscrizioni<\/b>, <b>non vedo perch\u00e9 dovrei privarmi della compagnia di un amico solo perch\u00e9 ha cambiato moto<\/b>. C&#8217;\u00e8 gente che \u00e8 uscita perch\u00e9 vuole circondarsi solo di persone con moto BMW. Ma <b>la nostra filosofia \u00e8 quella del mototurismo di alto livello<\/b>. E le due regine indiscusse di questo settore sono proprio la <b>K1600 e la Goldwing<\/b>, moto molto pi\u00f9 &#8220;turistiche&#8221; di una BMW RR da pista o di uno scooter con l&#8217;elica sul serbatoio.<\/p>\n<p>Il KOG oggi \u00e8 questo: <b>una casa digitale, una rete di amicizie reali, e la ferma volont\u00e0 di mettere le persone e la passione per il viaggio al primo posto<\/b>, sapendo che a volte la strada migliore \u00e8 quella percorsa in compagnia, anche se su carene diverse.<\/p>\n<h3>Come Funziona il KOG &#8211; Una Guida Pratica<\/h3>\n<p>Chi arriva per la prima volta nel KOG a volte pu\u00f2 sentirsi un po&#8217; spaesato, per la <b>mole di informazioni<\/b> e per un funzionamento che ruota <b>quasi tutto intorno a internet<\/b>. In realt\u00e0, \u00e8 <b>molto pi\u00f9 semplice di quanto sembri<\/b>. Vale la pena spendere due parole per chiarire il tutto.<\/p>\n<p><b>Come ci si iscrive?<\/b><\/p>\n<p>Basta andare sul sito <b>www.kog.it<\/b> e seguire le istruzioni della pagina dedicata.<\/p>\n<p><b>Come si organizzano gli eventi?<\/b><\/p>\n<p>I raduni e gli eventi vengono <b>organizzati dai singoli soci<\/b>. Ci sono due modalit\u00e0 di creazione, gestione e comunicazione degli eventi sul Forum:<\/p>\n<ol>\n<li aria-level=\"1\"><b>Liberamente<\/b>, per eventi in giornata o giri dell&#8217;ultimo minuto.<\/li>\n<li aria-level=\"1\"><b>Coordinandosi con me o altri<\/b>, per eventi che vanno inseriti nel <b>calendario ufficiale<\/b> annuale. Le date possono essere stabilite in anticipo o inserite man mano che qualcuno propone un&#8217;idea interessante e realizzabile.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Non servono <b>requisiti speciali o una permanenza minima<\/b> per organizzare. <b>Chiunque abbia un&#8217;idea<\/b> pu\u00f2 parlarne con me, e ci sono sempre persone disponibili a dare una mano.<\/p>\n<p><b>Tipologie di eventi:<\/b><\/p>\n<ol>\n<li aria-level=\"1\"><b>Raduni<\/b>: quando si prevede l&#8217;uso della moto e lo scopo \u00e8 il <b>mototurismo<\/b>.<\/li>\n<li aria-level=\"1\"><b>Ritrovi<\/b>: come una cena o un pranzo in un luogo particolare.<\/li>\n<li aria-level=\"1\"><b>Giri in Giornata<\/b>: iniziative spontanee di chi cerca compagnia per un percorso.<\/li>\n<\/ol>\n<p><b>Dove si parla di tutto questo?<\/b><\/p>\n<p><b>Esclusivamente sul Forum KOG (forum.kog.it)<\/b>. \u00c8 il luogo per <b>scambiare idee, pareri, chiedere informazioni<\/b> agli organizzatori, dare comunicazioni dell&#8217;ultimo minuto e accordarsi per i meeting point. Il Forum \u00e8 il <b>nostro principale mezzo di comunicazione<\/b> ed \u00e8 accessibile da computer, smartphone o tablet.<\/p>\n<p><b>Come ci si iscrive a un evento?<\/b><\/p>\n<p>Sempre e solo tramite la <b>sezione dedicata alle iscrizioni sul Forum KOG<\/b>.<\/p>\n<p><b>La nostra memoria storica:<\/b><\/p>\n<p>L&#8217;<b>album fotografico di tutti gli eventi dal 2001<\/b> \u00e8 liberamente consultabile su <b>gallery.kog.it<\/b>, anche da mobile.<\/p>\n<p><b>I nostri libri:<\/b><\/p>\n<p>I due libri pubblicati per i <b>5 e i 10 anni del KOG<\/b> sono disponibili online sul sito.<\/p>\n<p><b>Evoluzione:<\/b><\/p>\n<p>Il tutto \u00e8 in <b>continua evoluzione<\/b>. Nuove funzioni vengono aggiunte quando disponibili o necessarie, e di ogni novit\u00e0 viene data <b>comunicazione sul sito o nel Forum<\/b>.<\/p>\n<p>In sintesi: il KOG funziona <b>dal basso<\/b>, grazie alla <b>passione e all&#8217;iniziativa dei soci<\/b>, coordinata attraverso gli <b>strumenti digitali<\/b> che tengono unita la comunit\u00e0. La porta \u00e8 aperta a chi vuole partecipare, e la regola fondamentale \u00e8 la <b>voglia di condividere la strada e il tempo libero<\/b>.<\/p>\n<h3>Consigli per Integrarsi al Meglio nel KOG<\/h3>\n<p>Il KOG \u00e8 un gruppo particolare, dove <b>pi\u00f9 o meno tutti si conoscono<\/b>. Facciamo il possibile per <b>far sentire a casa i nuovi soci<\/b>, ma l&#8217;integrazione <b>non dipende solo da noi<\/b>.<\/p>\n<p>Integrarsi in un gruppo significa, prima di tutto, <b>volerlo fare e conoscerne le dinamiche<\/b>. Nel nostro caso, queste dinamiche sono <b>innanzitutto virtuali<\/b> (il primo contatto avviene sul Forum) e poi <b>diventano reali<\/b> quando ci si incontra di persona.<\/p>\n<p>A volte, il <b>Forum pu\u00f2 rappresentare un ostacolo<\/b>, soprattutto per chi non \u00e8 abituato a questo tipo di comunicazione. Spesso nascono incomprensioni perch\u00e9 ci si dimentica che <b>scrivere non \u00e8 come parlare<\/b>. Lo scritto rimane ed \u00e8 <b>soggetto a interpretazione<\/b>.<\/p>\n<p>Quindi, ecco qualche consiglio spassionato:<\/p>\n<ol>\n<li aria-level=\"1\"><b>Sii chiaro e misura le parole.<\/b> All&#8217;inizio, evita battute che potrebbero essere fraintese. Nessuno ti conosce ancora. \u00c8 meglio <b>prima rompere il ghiaccio<\/b>; dopo, ci\u00f2 che scriverai sar\u00e0 filtrato dalla conoscenza della tua persona e tutto sar\u00e0 pi\u00f9 semplice.<\/li>\n<li aria-level=\"1\"><b>Partecipa attivamente al Forum.<\/b> Cerca di dare una mano, se puoi. Porta le tue esperienze e le tue opinioni <b>evitando giudizi perentori<\/b> e, soprattutto, <b>senza essere inutilmente polemico, aggressivo o offensivo<\/b>. Un tono sbagliato potrebbe portare all&#8217;esclusione dal Forum.<\/li>\n<li aria-level=\"1\"><b>Partecipa agli eventi reali.<\/b> La <b>conoscenza diretta vale pi\u00f9 di mille post sul Forum<\/b>. Partecipando, darai a tutti la possibilit\u00e0 di apprezzare i lati del tuo carattere che la comunicazione scritta, per sua natura, tende a nascondere.<\/li>\n<li aria-level=\"1\"><b>Non rimanere un fantasma.<\/b> Se ti iscrivi ma <b>non scrivi mai e non partecipi a nessun evento<\/b>, difficilmente riuscirai a integrarti completamente. E, te lo assicuro, <b>ti perderesti moltissimo<\/b> di ci\u00f2 che il KOG offre davvero: l&#8217;amicizia condivisa sulla strada.<\/li>\n<\/ol>\n<p>In sintesi: sii te stesso, sii rispettoso, mettici la faccia (virtuale e reale) e la voglia di condividere. Il resto verr\u00e0 da s\u00e9, e la strada in compagnia sar\u00e0 molto pi\u00f9 bella.<\/p>\n<h3>Cosa \u00e8 il KOG<\/h3>\n<p>Qui di seguito potrete leggere un intervento interessantissimo del nostro Beppe Zanetti, socio fiorentino da lungo tempo e mente filosofica del KOG che purtroppo oggi non \u00e8 pi\u00f9 con noi ma che ricordiamo con smisurato affetto.<\/p>\n<p>Lo ha scritto per cercare di dare una risposta a tutti coloro che si chiedono \u201cCosa \u00e8 il KOG?\u201d, spesso disorientati da quello che vedono o semplicemente curiosi e penso che abbia centrato in pieno quello che \u00e8 il nostro spirito, che \u00e8 anche quello che vorrei fosse percepito all\u2019esterno da coloro che non ci conoscono.<\/p>\n<p>Buona lettura quindi\u2026<\/p>\n<h3>\u00a0<\/h3>\n<p><strong>Cosa \u00e8 il KOG<br \/><\/strong><i>a cura di Beppe Zanetti<\/i><\/p>\n<p>E quindi, giunti a questo punto, su una cosa pare non sussistano dubbi: il KOG non \u00e8 un motoclub, non lo \u00e8 neppure alla lontana, non lo \u00e8 neppure per una vaga assimilazione.<\/p>\n<p>Mi sono scoperto molte volte a pensare cosa allora esso sia.<\/p>\n<p>E la risposta, facile, banale, scontata \u00e8 sempre stata: siamo un Gruppo.<\/p>\n<p>Anzi, siamo un bel gruppo, come spesso sentiamo ripetere, quasi come un mantra, nel nostro Forum.<\/p>\n<p>Ma bisogna di\ufb03dare dei mantra, assuefazione pigra a un concetto sicuro e scontato che ci impedisce di guardare oltre, di capire meglio.<\/p>\n<p>Ce ne sono tanti di gruppi che, uniti dalla comune passione della moto o di un modello di moto, si ritrovano, organizzano viaggi e sperimentano il piacere di stare insieme e di condividere emozioni.<\/p>\n<p>Gruppi grandi o piccoli, talvolta folcloristici, altre volte snobistici, altre ancora rumorosi o caciaroni: tutti belli da vedere mentre si divertono, mentre sfilano in sella a moto le pi\u00f9 diverse ma tutte ugualmente belle e appassionanti.<\/p>\n<p>Ma noi siamo altro.<\/p>\n<p>Io nel KOG ho visto altro.<\/p>\n<p>Ho visto rendere partecipi i soci delle situazioni di disagio e di so\ufb00erenza di qualcuno di noi invitandoli a fermarsi un attimo, a sospendere le loro occupazioni per sostenere con un pensiero, con una preghiera rivolta a qualunque Entit\u00e0 noi crediamo, l\u2019amico in di\ufb03colt\u00e0.<\/p>\n<p>E in pochi minuti ho visto rispondere decine e decine di noi: \u201cl\u2019ho fatto\u201d.<\/p>\n<p>Decine. E non importava chi fosse quell\u2019amico, quali fossero le sue di\ufb03colt\u00e0: \u201cl\u2019ho fatto\u201d.<\/p>\n<p>E dietro quelle risposte si leggeva la commozione, il turbamento, la voglia di fare di pi\u00f9, la necessit\u00e0 di esserci.<\/p>\n<p>E molti &#8211; certamente laici, alcuni certamente non credenti &#8211; ho visto scrivermi in privato per dire \u201cho pregato\u201d.<\/p>\n<p>E tutto questo senza chiedermi il nome di colui per il quale avevano rivolto la loro preghiera. Non importava chi fosse, importava che fosse uno di noi.<\/p>\n<p>Non sono quindi la voglia di vivere una comune passione, la spensieratezza del viaggio, l\u2019ebbrezza della scoperta, la goliardica atmosfera della sosta i sentimenti che ci accomunano.<\/p>\n<p>Come non ci accomuna solo l\u2019amicizia, o talvolta l\u2019a\ufb00etto che lega molti di noi. Tutto questo accomuna un gruppo.<\/p>\n<p>Ma noi siamo altro, ben altro. Il KOG \u00e8 una Comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Non solo: \u00e8 una Comunit\u00e0 che si fonda su un altissimo spirito di FRATELLANZA.<\/p>\n<p>Solo con questo spirito \u00e8 possibile parlare delle debolezze, delle necessit\u00e0, delle di\ufb03colt\u00e0 economiche delle quali non mettiamo a parte i familiari, gli amici intimi e che invece ho visto confessare nel nostro Forum.<\/p>\n<p>Solo con questo spirito si pu\u00f2 o\ufb00rire tangibilmente l\u2019aiuto che ho visto il Kogger o\ufb00rire all\u2019altro Kogger: aiuto tangibile, non parole vuote, non espressioni di circostanza.<\/p>\n<p>Solo con questo spirito ci telefoniamo per dirci \u201cche succede? come mai \u00e8 da tempo che non ti sento? Posso fare qualcosa per te?\u201d e solo con questo spirito sappiamo che non si tratta di parole di circostanza e non dubitiamo, neppure per un istante, della sincerit\u00e0 delle intenzioni.<\/p>\n<p>\u00c8 la Fratellanza il collante che ci unisce.<\/p>\n<p>Chi entra a far parte di questa Comunit\u00e0, senza ovviamente avere avuto la possibilit\u00e0 di comprenderne inizialmente lo spirito, si meraviglia del fatto che il KOG, nato come punto di aggregazione di appassionati di un modello monomarca, si sia nel tempo trasformato e annoveri oggi molti proprietari di moto di tipo e di marchio diversi.<\/p>\n<p>Non v\u2019\u00e8 nessun motivo di meravigliarsi ed \u00e8 su\ufb03ciente che il neofita si sieda un attimo, aspiri profondamente, metta da parte l\u2019impazienza e sappia ascoltare ci\u00f2 che lo circonda per capire.<\/p>\n<p>Non ci tocca il fatto che alcuni di noi passino ad altre esperienze motociclistiche.<\/p>\n<p>Noi non escludiamo altre moto perch\u00e9 la nostra Fratellanza \u00e8 divenuta talmente prevalente da mettere in secondo piano la comunanza del mezzo meccanico che usiamo.<\/p>\n<p>Esso \u00e8 stata la ragione per la quale un giorno ci siamo aggregati, ma le modalit\u00e0 con le quali negli anni tale aggregazione si \u00e8 cementata superano la ragione iniziale e hanno finito per prescindere dalla moto insieme alla quale &#8211; e non \u201csulla quale\u201d (altra nostra peculiarit\u00e0) &#8211; ce ne andiamo in giro per il mondo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec che anche chi rimane senza moto rimane ugualmente nel KOG.<\/p>\n<p>La moto, un tipo di moto, ci ha fatto diventare quello che siamo, ma ci\u00f2 che oggi siamo prescinde totalmente dalla moto che guidiamo.<\/p>\n<p>Trovatemi un altro gruppo che si fondi su un simile principio. E\u2019 questo spirito di Fratellanza, quindi, che ci caratterizza.<\/p>\n<p>Quello stesso che ci permette di vivere in modo pi\u00f9 coinvolgente e appassionante all\u2019interno del KOG quel sentimento che io ritengo rappresenti il punto pi\u00f9 alto dell\u2019aggregazione umana: la condivisione delle emozioni.<\/p>\n<p>Non so &#8211; e mi scuso di questi riferimenti personali \u2013 se qualcuno di voi si \u00e8 mai trovato al sorgere del sole su un crinale appenninico o alpino.<\/p>\n<p>A me \u00e8 capitato tanti anni or sono, in sella ad un magnifico stallone arabo a quei tempi abituale compagno dei miei viaggi, sul crinale dell\u2019appennino alle falde del Monte Falterona.<\/p>\n<p>Tornavo da un lungo viaggio, meglio forse dire da un pellegrinaggio, che aveva toccato i pi\u00f9 importanti santuari francescani e abbazie della Toscana e dell\u2019Umbria.<\/p>\n<p>Il primo raggio di sole mi colse all\u2019improvviso sulla cime di un\u2019altura: avevo davanti a me a destra il Mugello e a sinistra la valle dell\u2019Arno.<\/p>\n<p>La luce era particolare e lo spettacolo era incredibile.<\/p>\n<p>In quel momento non sentii la mancanza di una macchina fotografica per fissare la magia di quell\u2019attimo, ma avvertii lancinante la mancanza di una persona con la quale condividere quell\u2019emozione.<\/p>\n<p>Non una persona qualsiasi, ma una persona cara.<\/p>\n<p>L\u2019emozione \u00e8 come uno specchio, coglie l\u2019immagine per un attimo, ma poi l\u2019immagine se ne va.<\/p>\n<p>La condivisione dell\u2019emozione invece fissa quell\u2019immagine e la cementa rendendola indimenticabile per sempre insieme con l\u2019emozione che l\u2019ha generata.<\/p>\n<p>Cos\u00ec che ogni volta che ricordi quell\u2019attimo insieme a coloro con i quali l\u2019hai condivisa essa si rinnova, ti emozioni di nuovo.<\/p>\n<p>Come quando una volta (era il 1954) si ferm\u00f2 al mio paese un tedesco con una BMWR50S, nera, lucida, con il parafiltro cromato e i profili bianchi dei parafanghi dipinti a mano: rimasi a bocca spalancata e i miei occhi credo brillassero a tal punto che lui mi chiese se volevo salire e farci un giro.<\/p>\n<p>A lui l\u2019atmosfera di qual paese semplice come la sua gente piacque al punto che si ferm\u00f2 diversi giorni nella locanda di mia madre; io quel giorno &#8211; proprio quel giorno l\u00ec, non un altro &#8211; seppi che, qualunque cosa fossi diventato nella vita, un giorno avrei avuto una moto cos\u00ec e qualunque fosse stata la mia strada l\u2019avrei percorsa in moto. E cos\u00ec \u00e8 stato.<\/p>\n<p>Oggi, nel momento in cui inevitabilmente occorre fare dei bilanci, tirare delle righe, mi accorgo che buona parte di quella strada l\u2019ho percorsa con il KOG e che gran parte di quelle emozioni le ho condivise con voi.<\/p>\n<p>E le ho condivise appunto in quello spirito di fratellanza che nel KOG unisce e che ha permesso a noi tutti di vivere e quindi rivivere emozioni indimenticabili vissute insieme alle nostre moto.<\/p>\n<p>Non star\u00f2 ad elencarle, perch\u00e9 quelle emozioni ognuno le ha vissute e le rammenta in un modo intimo e particolare, ma sar\u00e0 su\ufb03ciente che ciascuno guardi all\u2019interno del proprio cuore per sapere di cosa sto parlando.<\/p>\n<p>Ne abbiamo fatte di esperienze insieme in questi anni, ne abbiamo viste di cose.<\/p>\n<p>A volte abbiamo viaggiato tranquillamente, altre in modo spasmodico quasi cogliendo l\u2019incapacit\u00e0 di fermarsi, di accomodarsi in qualche buco, accomunati dall\u2019idea che il mondo non \u00e8 che una grande piazza sulla quale si a\ufb00acciano i popoli e i singoli uomini, dai pi\u00f9 scialbi ai pi\u00f9 bizzarri, ciascuno con la sua insostituibile storia che racconta gi\u00e0 la storia di tutti.<\/p>\n<p>E questa piazza abbiamo visitato in molti angoli e quelle storie siamo andati a conoscerle da vicino. Anche quando erano storie brutte, a volte terribili.<\/p>\n<p>Sempre insieme, sempre in moto.<\/p>\n<p>Certo in questi anni molti amici abbiamo persi per la strada e mai dimenticati, ma li consideriamo ancora qui con noi e andiamo avanti.<\/p>\n<p>Di questo sto parlando, dell\u2019impossibilit\u00e0 di fermarsi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 giusto. Non lo \u00e8 mai. Avremmo dovuto fare altre scelte, tanto tempo fa, oggi \u00e8 troppo tardi.<\/p>\n<p>Continua a guidarci la curiosit\u00e0, quella insolente caparbia curiosit\u00e0 di sapere dove va a finire la strada, cosa c\u2019\u00e8 oltre quella curva.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 solo la curiosit\u00e0 a menarci per il mondo.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcos\u2019altro. Qualcosa che n\u00e9 io n\u00e9 voi potremo mai descrivere, ma che conosciamo bene.<\/p>\n<p>Anche all\u2019ultimo, nel momento in cui ci sembrer\u00e0 di esserci allontanati troppo, in noi cover\u00e0 ancora la voglia di conoscere cosa c\u2019\u00e8 oltre quella collina, ad di l\u00e0 di quei monti.<\/p>\n<p>Di vedere ancora. E il KOG sar\u00e0 l\u00ec.<\/p>\n<h3>\u00a0<\/h3>\n<p>Ringraziamenti<\/p>\n<p>Vorrei ringraziare immensamente per il contributo dato non solo a questo libro ma al KOG tutto, Giuseppe Colombo, Giuseppe Santalena e Giuseppe Zanetti.<\/p>\n<p>Ringrazio anche tutti i soci passati, presenti e futuri del KOG perch\u00e9 senza di loro il KOG non esisterebbe.<\/p>\n<p>\t\t\t\t\tIndice<\/p>\n<ul data-toc-headings=\"headings\" data-scroll=\"500\" data-scroll-offset-mobile=\"70\" ><\/ul>\n<p>\t\t\t\t\tAdd a header to begin generating the table of contents<br \/>\n\t\t\t\t\t\t\t<a id=\"uael-scroll-top\"><br \/>\n\t\t\t\t\tScroll to Top<br \/>\n\t\t\t\t<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si parte&#8230; Prima di intraprendere il racconto della nostra comunit\u00e0, \u00e8 giusto spendere due parole su di me. 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